Napoli batte Udinese 2 – 1: al Maradona passato, presente e futuro

124
Informareonline -napoli-batte-udinese-2-1-al-maradona-passato-presente-e-futuro
Pubblicità
Rapporto missione 1 di 9: completata con successo l’operazione Udinese. Agganciato momentaneamente il Milan a quota 63, adesso sosta per la Nazionale e poi si riparte tutto d’un fiato per inseguire l’obiettivo “giocarsela fino alla fine”.
Passato

Il Napoli in questo campionato ha perso cinque volte. Quattro di queste sconfitte tra le mura del Maradona, due di queste partite contro squadre nettamente più deboli: Empoli e Spezia. Se qualcuno dopo i primi quarantacinque minuti di Napoli – Udinese ha avuto la sensazione di vedere qualcosa di già visto alzi la mano. Iniziamo a contare così chi ha pensato “ecco ci risiamo”.

Il primo tempo è in chiaroscuro. Buio totale durante la prima mezz’ora di gioco. I friulani prima sfiorano il vantaggio con Beto, che da due passi di testa spara a lato, poi il vantaggio lo trovano con l’uomo di maggior qualità Deulofeu, che mette la palla in un angolo dove Ospina non arriva. Ma la “nuttata” ancora “adda passa” perché il Napoli va in blackout e solo il suo portiere cerca di fare luce con un super intervento sullo stacco di Pablo Mari che evita il K.O. tecnico per gli azzurri.

Pubblicità

Poi finalmente arriva la scintilla Insigne. Il capitano fa fuori Becao, rispetta la tradizione sacra del tiro a giro, ma Silvestri gli dice di no deviando in corner. Il portiere dell’Udinese decide che il fuoco Napoli proprio non deve accendersi ed è bravo/fortunato (decidete voi le percentuali) a soffiare sul rasoterra di Fabian Ruiz quel tanto che basta per non farlo finire dritto in porta, fissando così il punteggio sullo 0 – 1 in favore degli ospiti all’intervallo.

Presente

Il presente dice che Mertens è ancora un giocatore del Napoli e che il suo contratto scade a giugno 2022. Spalletti ricorda bene questo dettaglio e decide di farlo entrare subito a inizio ripresa al posto di uno spento Fabian Ruiz. Dries è Dries, a ricordarlo a tutti è stesso il belga quando al 54’ calcia quel pallone al volo alla sua maniera e che per poco non stampa alle spalle nella rete. Il suo ingresso scalda compagni e tifosi, la squadra comincia a girare e a rendersi pericolosa.

Ma il presente napoletano (e si spera futuro) si chiama anche e soprattutto Osimhen. Prima di oggi, nove i gol segnati da Victor in campionato, quattro di testa. Lasciarlo libero in area di rigore al 52’ sulla punizione battuta benissimo da Mario Rui, non è stata poi una buona idea da parte dei difensori friulani. Il nove prende la stessa scala usata al Bentegodi contro il Verona, sale in cielo per colpire di testa non lasciando scampo a Silvestri. Tuttavia i difensori dell’Udinese sono giustificati, l’attaccante mascherato è on fire e decide di vincerla al 63’ quando su invito splendido di Di Lorenzo segna un gol pesante da attaccante di razza: sente la porta, gira la caviglia quanto basta per metterla in rete anticipando tutti.

Futuro

Mancano poco più di venti minuti al termine della gara quando Di Lorenzo resta a terra dopo uno scontro avuto con Silvestri, tra l’altro evitabile considerato che il gioco era fermo. Il difensore azzurro (Napoli e Nazionale) è costretto a lasciare il campo sostituito da Zanoli (a proposito di futuro).

Intanto l’Udinese resta in dieci uomini per l’espulsione di Pablo Mari. L’intervento scomposto su Zielinski è troppo pericoloso. È rosso secondo la squadra arbitrale VAR compreso. Ma i cartellini arrivano anche per il Napoli, sono gialli ma pesantissimi: ammoniti infatti Rrahmani e Osimhen, entrambi diffidati salteranno la trasferta di Bergamo con l’Atalanta e – considerato l’infortunio di oggi – si spera che ad aggiungersi alle loro assenze non ci sia anche quella di Di Lorenzo.

Al Maradona nel finale un calcio di punizione di Deulofeu spaventa tutti perché sulla battuta si discute per qualche minuto su un possibile tocco di mano in area di rigore da parte della barriera piazzata da Ospina. Per fortuna tutto regolare, nessuno si dispera, tranne Mario Rui e Zielinski un attimo più tardi, perché entrambi vicinissimi al gol nei minuti di recupero. Poco male, non c’è tempo per rimpiangere le due occasioni sciupate, anzi non c’è più tempo per giocare, l’arbitro fischia, il Napoli conquista tre punti e un’altra botta di fiducia per il rush finale.

 

 

 

Pubblicità