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Questa mattina, a Napoli, l’intero comparto edile ha deciso di riunirsi in Piazza del Plebiscito per una manifestazione di protesta pacifica, con l’obiettivo di indurre le amministrazioni locali e il Governo a mettere in atto misure concrete di ripartenza per il settore dell’edilizia, sempre più in difficoltà e con le spalle al muro nel periodo di Covid-19.

Un campanello d’allarme che continua a preoccupare soprattutto le imprese che, per la prima volta, sono scese in piazza per testimoniare tutta la loro apprensione.

La manifestazione, organizzata dall’Atc – Associazione tecnici e costruttori, fondata durante i duri mesi di lockdown, ha riunito tante imprese campane. Per la protesta imprenditori, tecnici e costruttori hanno disposto i loro caschi bianchi a terra ed hanno preparato una serie di striscioni con messaggi molto semplici ma diretti alle istituzioni, come “Il motore dell’Italia siamo noi” o “Con le parole non si progetta il futuro”.

InformareOnline-Napoli-Atc-2«Abbiamo deciso di manifestare perché chiediamo con forza un rilancio di tutto il settore dell’edilizia, già bloccato gravemente dal Covid-19 dal mese di marzo a quello di maggio. Da parte del governo ci aspettavamo un supporto maggiore per il nostro ramo» ha dichiarato l’Ing. Salvatore Casolaro, imprenditore e vicepresidente dell’associazione, che ha voluto parlare anche del superbonus al 110%, un bonus annunciato ma non ancora operativo che ha bloccato anche i lavori più piccoli e uno dei principali motivi della protesta.

«Il bonus avrebbe potuto rilanciare fortemente tutto il settore dell’edilizia privata, perché si parlava di riqualificare tutti gli edifici privati con degli incentivi di credito fiscali al 110%. Il decreto legge per il bonus è stato emanato il 18 maggio e prevedeva una sua promulgazione entro 30 giorni, la quale però non è arrivata. Ciò ha creato una situazione di incertezza e ci ritroviamo fermi da maggio, in attesa di questo provvedimento» continua Casolaro, abbastanza scettico sulla possibilità che prima di ottobre si possa trovare una soluzione che rilanci l’edilizia, sia privata che pubblica.

Informareonline-Napoli-Atc-3Oltre all’agognato bonus, molte altre sono le cause che hanno spinto imprese e tecnici a manifestare: c’è bisogno di sbloccare le gare d’appalto ed i pagamenti, di piani di rilancio da parte dello Stato per un settore chiave per l’economia. Inoltre i manifestanti chiedono una politica di incentivo e sgravio fiscale che favorisca le nuove assunzioni.

«Le nostre aziende sono veramente in difficoltà e siamo qui perché chiediamo un’azione immediata. Abbiamo parlato con le amministrazioni comunali e regionali, ma adesso vogliamo una risposta dal governo. Il settore si trova in una grande crisi e con quest’incertezza non si può andare avanti», queste le parole alla fine della manifestazione di Rossano Ricciardi, presidente di Atc.

di Donato Di Stasio

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