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Napoli, al Cotugno si prega insieme: inaugurata Sala Multiculto e del Silenzio

Giovanni Cosenza 29/04/2022
Updated 2022/04/29 at 5:19 PM
4 Minuti per la lettura

All’ospedale Cotugno di Napoli inaugurata la Sala Multiculto e del Silenzio

Primo esempio in Campania, è stata inaugurata all’Ospedale Cotugno di Napoli, la sala multiculto e del silenzio che consentirà ai credenti non cattolici di recarsi in un luogo dove poter pregare. Lo spazio, volutamente privo di riferimenti religiosi, servirà anche per meditare e sarà uno spazio dove tutti i credenti di qualsiasi fede religiosa, ma anche i non credenti, potranno ritirarsi per la riflessione personale. Un servizio a disposizione di tutti gli utenti del nosocomio napoletano. I cattolici hanno a disposizione il servizio di cappellania ospedaliera affidato ad un ministro di culto cattolico in uno spazio apposito.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal dott. Alberto Vito, Psicologo e direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale dell’Ospedale dei Colli che riunisce, insieme al Cotugno, l’ospedale Monaldi e il CTO.

La sala multiculto e del silenzio

«La Campania, Napoli e l’ospedale Cotugno si sono sempre contraddistinti per una tradizione di accoglienza e di apertura ed è stato osservato che, per i pazienti, la preghiera e il raccoglimento rappresentano un rifugio e un sostegno importante nel processo di cura.

Di fronte a una dimensione sempre più multietnica, pertanto, è stato naturale per noi lavorare per creare uno spazio dedicato che possa rispettare i bisogni di tutti», spiega Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

«Papa Francesco – afferma Vito – si richiama sovente all’importanza dell’accoglienza del diverso e dello straniero come valore assoluto ed è bello che sia proprio il Cotugno a partire, vista la vocazione infettivologica che, negli anni, ha ospitato in prevalenza ricoverati dell’est europeo, dal nord e centro Africa, nonché dal sud asiatico.

Perciò qui è particolarmente indicata la creazione di uno spazio del genere. Come operatori sanitari sappiamo bene quanto nell’esperienza di malattia siano forti il bisogno spirituali e le esigenze di preghiera. Per i pazienti rappresenta un rifugio e un sostegno – prosegue – e l’importanza dei bisogni spirituali deve valere per tutti. Dal momento che la nostra città ha sempre più una dimensione multietnica, erano indispensabili spazi condivisi e dedicati alla preghiera e alla meditazione».

Maurizio di Mauro, Direttore Generale dell’Ospedale dei Colli

Alle parole di Vito fanno eco quelle del direttore sanitario Maurizio di Mauro: “Ci siamo sempre contraddistinti per una tradizione di accoglienza e di apertura. É stato osservato che la preghiera ed il raccoglimento rappresentano un rifugio ed un sostegno importante nel processo di cura. In una realtà sempre più multietnica, nella quale accade che sono ricoverati pazienti di confessioni religiose differenti, è risultato naturale per noi lavorare per creare uno spazio dedicato, che possa rispettare i bisogni di tutti. A un ospedale moderno – prosegue di Mauro – non bastano solo apparecchiature tecnologiche sofisticate, indispensabili e di cui pure siamo attrezzati: ci vuole anche altro perché i processi di cura e guarigione abbiano successo. E adesso, in un momento in cui la pandemia può apparentemente rendere marginali iniziative del genere, occorre più che mai ribadire la necessità della cura globale”. D’altronde era stato lo stesso direttore sanitario, al termine della messa del giovedì santo del 2021, celebrata nella cappella del Monaldi dall’arcivescovo di Napoli mons. Domenico Battaglia, a definire “atto medico” le parole pronunciate dal presule napoletano durante l’omelia.

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