Mutuo cointestato: cosa succede in caso di separazione?

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Sempre più spesso i coniugi contraggono un mutuo cointestato per l’acquisto della casa coniugale, e quindi, bisogna chiedersi cosa accade in caso di separazione e chi pagherà le restanti rate del mutuo.

Le soluzioni sono molteplici. Anzitutto occorre precisare che dal punto di vista della banca, il matrimonio non ha alcuna importanza poiché all’Istituto di credito non interessa che i contraenti sono coniugi visto che considera gli stessi come dotati di propria e distinta soggettività, con la conseguenza che in caso di mancato pagamento la banca rivolgerà la propria pretesa creditoria indistintamente verso uno dei due soggetti poiché solidalmente obbligati. Quindi, anche se i coniugi stipulassero apposito accordo di accollo tra loro, non potrebbero opporlo alla banca, la quale, dovrebbe autorizzare l’accordo, potendosi liberamente rifiutare qualora non vi fossero – per esempio – adeguate garanzie di solvibilità.

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Una possibile soluzione potrebbe essere quella della portabilità del mutuo, ovvero il passaggio ad altro Istituto di credito modificando il precedente contratto in favore di nuove condizioni pattuite con la nuova banca.

Detto ciò, occorre precisare che i coniugi sono liberi di stipulare qualsiasi accordo in merito al pagamento delle rate residue e le soluzioni sono molteplici: si và dalla vendita dell’immobile all’accollo da parte di un solo coniuge dell’intera rata di mutuo per portarla in detrazione sull’assegno di mantenimento.

Come detto, il panorama è estremamente variegato, ma qualora non dovesse trovarsi un punto di incontro, bisogna che della questione se ne occupi il tribunale, il quale, dovrà tener conto, nell’adozione della decisione, della sorte di tutti i rapporti economici e patrimoniali degli ex coniugi.

Dal punto di vista processuale, sovente accade che il pagamento delle rate residue di mutuo possa essere imposto dal giudice stesso, come forma di contribuzione dell’ex coniuge al mantenimento dei figli. Così è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 20139 del 2013:

In tema di separazione personale dei coniugi, il giudice può legittimamente imporre a carico di un genitore, quale modalità di adempimento dell’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli, il pagamento delle rate del mutuo contratto per l’acquisto della casa familiare, trattandosi di voce di spesa sufficientemente determinata e strumentale alla soddisfazione delle esigenze in vista delle quali detto obbligo è disposto” (Cass. 20139/13).

Pertanto, sarebbe buona abitudine dei coniugi, quella di accordarsi (in merito ad un’eventuale separazione) prima della stipula del mutuo o in sede di stipula, magari coinvolgendo anche l’Istituto bancario.

di Davide Daverio
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