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Museo del danno: Capua sposa l’iniziativa per la rivalutazione del Litorale Domizio

Rosa Di Gennaro 13/11/2022
Updated 2022/11/13 at 6:09 PM
3 Minuti per la lettura

Il Museo di Capua il 12 Novembre ha aperto le porte ad un’iniziativa alquanto bizzarra: riportare in luce il grave problema dell’inquinamento trasportando i rifiuti rinvenuti in spiaggia dal litorale Domitio alla sala Federiciana del Museo succitato. L’inaugurazione, moderata dalla Dott.ssa Leda Tonziello, ha da subito sortito effetti positivi destando l’interesse dei più curiosi.

Museo di Capua: l’iniziativa per il Litorale Domizio

Museo del danno”: questa la denominazione data al progetto che ha visto non pochi sforzi per la realizzazione; non è mai facile trarre infatti un messaggio di speranza da una situazione di degrado.
L’associazione Domizia, nata con lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio naturalistico della costa a nord di Napoli, con il patrocinio dell’Ente Riserve, della Provincia di Caserta e dei comuni di Giugliano, Mondragone, Capua e Castel Volturno, insieme a SIB (Sindacato italiano balneari), Confcommercio, con la Fondazione Mario Diana e Stazione Zoologica A.Dohrn, ha speso le sue energie affinché il progetto assumesse i veri e propri connotati di un’esortazione alla tutela del Litorale.

Le date per visitare il museo

Dal 12 Novembre al 27 Novembre sarà possibile visitare il Museo per ammirare l’esposizione curata da Vincenzo Ammaliato, giornalista de “Il Mattino” e Sergio Bravi dedicatosi a tutta la parte scientifica.
Nel corso della conferenza, Vincenzo Ammaliato ha parlato di vera e propria catastrofe ambientale esortando le istituzioni ad essere più presenti e severe al fine di evitare ulteriori sciagure.

La plastica accumulata sui nostri litorali è deleteria non solo per il turismo (in quanto la gente eviterà posti particolarmente esposti a rifiuti) ma è una vera e propria condanna a morte per la flora e la fauna marina.
Inutile dire che di molti rifiuti non è stata neppure identificata l’origine; questo sembrerebbe l’aspetto più drammatico in quanto mostra la prova evidente del fatto che i rifiuti impieghino decenni e decenni prima di essere disintegrati.

A rinvenire questo tragico aspetto è stato l’obiettivo della macchina fotografica di Raffaele D’Agostino, artista, scultore, fotografo e naturalista. D’Agostino ha voluto sintetizzare il tema dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti con una scultura denominata “Giordano Bruno”, che rappresenta un libro scritto da quel frate domenicano, grande filosofo e scrittore, che fu mandato al rogo quale eretico per le sue idee religiose.

Insomma banali rifiuti hanno dato vita ad una mostra tutt’altro che banale, anzi pregna di significato e con un messaggio ben chiaro: tutelare l’ambiente per garantirci una vita degna d’essere vissuta.

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