Multa per violazione CdS: quale è il termine per la comunicazione dei dati del conducente

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Il Codice della Strada, prevede che all’atto del rilascio della patente venga attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui agli articoli 225 e 226 Codice della Strada, subisce decurtazioni (nella misura indicata in apposita tabella prevista per legge) a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra, della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima (art. 126 bis). Ovviamente, l’indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione.

In merito, l’art. 126, comma 2, Codice della Strada, prevede che:

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…la comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 291,00 a € 1.166,00”.

Pertanto, l’automobilista, entro il termine di 60 giorni dall’avvenuta ricezione del verbale, dovrà inoltrare all’Autorità indicata nello stesso, il modulo in allegato al verbale, compilato con il nominativo dell’effettivo conducente e completo dei dati relativi alla patente. Ma nel caso si proponga opposizione alla sanzione contestata, il temine è il medesimo?

Della questione se n’è occupata la Suprema Corte di Cassazione, la quale, con ordinanza n. 9569 del 12 aprile 2021 ha stabilito che:

… il termine entro cui il proprietario del veicolo è tenuto a comunicare all’organo di polizia che procede i dati relativi al conducente non decorre dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell’infrazione presupposta, come sostenuto dal ricorrente, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall’autorità di fornire i dati richiesti, trattandosi di un’ipotesi di illecito istantaneo previsto a garanzia dell’interesse pubblicistico relativo alla tempestiva identificazione del responsabile, del tutto autonomo rispetto all’effettiva commissione di un precedente illecito”.

Quindi, anche in caso di opposizione al verbale di accertamento di infrazione, il termine di 60 giorni inizierà a decorrere dalla richiesta di fornire i dati del conducente.

 

di Davide Daverio
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