Moya Royal Trasmedia alla Reggia di Caserta

L'artista presenta una mostra di opere site specific e invita tutti su "Moya Island"

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Moya Royal Transmedia è il titolo della mostra personale dell’artista francese Patrick Moya, che si è inaugurata il 23 febbraio nelle Retrostanze del Settecento della Reggia di Caserta e che rimarrà in esposizione fino al 24 marzo . L’evento è in collaborazione con Arterrima, la contemporary house gallery di Caserta.

Le opere in mostra nelle sale della Reggia sono tutte site specific o ispirate ai dipinti presenti nelle collezioni del museo. Opera simbolo dell’esposizione è Il piccolo Moya in trono, in cui la seduta reale è una rivisitazione pop del trono in legno dorato e intagliato, rivestito in velluto celeste della Sala del Trono.

Sarà, inoltre, possibile scoprire la “Moya Land”, l’universo parallelo dell’artista francese dove egli diventa burattinaio di un stesso, una creatura dell’arte dal nome Moya Janus. Sarà possibile entrare virtualmente in questo universo attraverso un video tour di “Moya Island”, attualmente presente in Second Life.

Nel racconto artistico di Moya il reale e il virtuale si intrecciano da tempo . Tutto è iniziato con Moya, il cognome del padre che l’artista ha acquisito solo all’età di 15 anni in seguito al matrimonio dei suoi genitori. Proprio il cognome del padre verrà declinato in molteplici forme, segnando l’avvio dell’avventura artistica. All’inizio degli anni Ottanta, assimilando le sue opere alla sua firma, Moya realizza i suoi primi lavori (dipinti, disegni, sculture) concentrandosi unicamente sulle lettere del suo cognome, come nella scultura monumentale con le lettere M-O-Y-A, realizzata a Taiwan nel 1991 e ancora oggi esposta nei giardini del Kaohsiung Museum of Fine Arts.

L’artista è poliedrico e interessato al mondo del virtuale, sin dai suoi studi presso l’università di Villa Arson, Nizza, dove focalizza le proprie attenzioni allo studio delle teorie della comunicazione di Marshall McLuhan, ipotizzando che la televisione in diretta e le nuove reti avrebbero sconvolto la storia dell’arte, trasformando il mondo in una creatura. È qui che Moya comincia le sue sperimentazioni artistiche attraverso l’uso di media vecchi e nuovi dando vita a uno stile unico e trasmediale.

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