Movimento “Sottosopra”: il futuro visto con gli occhi dei ragazzi

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Dalla riqualificazione degli spazi urbani, alla lotta contro le discriminazioni e all’adoperarsi per il riscatto sociale e culturale della propria città, “Sottosopra”, il Movimento giovani per Save the Childrencombatte per far ascoltare la voce dei giovani e per rivendicare il potere di agire sul proprio futuro. Sottosopra coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 22 anni, che si adoperano, all’interno dei propri gruppi cittadini, per realizzare azioni di sensibilizzazione volte a promuovere e tutelare i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Per approfondire le tematiche da loro affrontate e le iniziative promosse, abbiamo intervistato il referente del gruppo cittadino di Napoli, Mario Leombruno. 

Come e perché nasce il movimento Sottosopra

«Sottosopra nasce in seno a Save the Children Italia. In origine si trattava di un progetto di cittadinanza attiva dipendente dall’associazione nazionale, in seguito, a partire dal desiderio dei ragazzi di rendersi autonomi da Save the Children, il progetto diviene un vero e proprio movimento che vede una partecipazione ancor più attiva e significativa dei ragazzi, allo scopo di renderli non solo meri beneficiari ma diretti protagonisti del loro futuro. Il movimento coinvolge 15 città italiane, coordinate attraverso un gruppo nazionale, che raccoglie le istanze dei singoli gruppi cittadini, facendo da collegamento tra le iniziative nazionali e quelle locali».

Quali sono le tematiche di cui si occupa il movimento? 
«Sottosopra si occupa di quattro macro-aree principali: la non discriminazione, il bullismo, la povertà e lo spazio pubblico. Ogni gruppo cittadino affronta una tematica specifica, dalla tutela dell’ambiente, alla lotta per l’antirazzismo e l’inclusione. Napoli, in particolare, si è occupata negli ultimi anni di riqualificazione urbana, attraverso una serie di azioni e iniziative di riqualifica della città. L’ultimo evento ha interessato Corso Malta, dove i ragazzi hanno organizzato una giornata di sensibilizzazione del quartiere, proponendo vari laboratori di strada. Quest’anno il gruppo cittadino di Napoli si sta occupando del tema della didattica, distribuendo agli studenti un questionario sulla scuola che vorrebbero e sulle difficoltà sperimentate nel passaggio alla didattica a distanza. L’obiettivo è di immaginare una possibile scuola ai tempi della pandemia, stilando una serie di proposte da sottoporre agli assessorati all’istruzione e alle dirigenze scolastiche, al fine di ottenere un cambiamento concreto».
Qual è l’ultimo progetto lanciato dal movimento?  
«L’ultima iniziativa lanciata dal movimento giovani nazionale, a partire dal mese di marzo, è una campagna contro stereotipi e discriminazioni di ogni tipo, legate a motivi estetici, di genere, religiosi o etnici. Il progetto è chiamato “Up-prezzami” e si basa su un’indagine, svolta insieme al centro ricerca Invalsi, sul peso che hanno sui giovani i comportamenti discriminatori della società e le etichette da questa imposte. In tutte le città coinvolte saranno organizzate azioni di sensibilizzazione per veicolare il messaggio della campagna attraverso video, azioni social e spot. I risultati venuti fuori dall’indagine sono impressionanti: più di studenti su hanno vissuto una situazione di derisione o emarginazione per via del proprio aspetto esteriore, quasi 9 su 10 sono stati testimoni diretti di comportamenti discriminatori. Tutti i gruppi cittadini hanno collaborato alla realizzazione di un programma di attività da svolgere nelle scuole, a cui singoli gruppi possono attingere per promuovere le proprie iniziative autonome. La campagna è frutto di un’idea dei ragazzi stessi, come tutti i progetti di sottosopra, che vivendo sulla loro pelle il disagio hanno proposto di lanciare il progetto al fine di porre rimedio al fenomeno dilagante del bullismo, diffuso principalmente all’interno delle scuole».

 di Mariasole Fusco e Benedetta Calise 

 

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