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“Mostra – Maradona”, un’altra occasione persa per l’Eav e l’SSC Napoli

Redazione Informare 09/12/2020
Updated 2020/12/09 at 5:56 PM
3 Minuti per la lettura

Nella giornata di sabato 5 dicembre c’è stata l’inaugurazione della fermata della cumana “Mostra – Maradona” nei pressi di Piazzale Tecchio. La fermata prende il nome dalla mostra d’Oltremare e dallo stadio Diego Armando Maradona, ex San Paolo.

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All’inaugurazione vi erano il presidente della regione Campania Vincenzo de Luca, in rappresentanza dell’Eav e, tra gli altri, il presidente De Laurentiis e il nuovo centravanti nigeriano Victor Osimhen.C’era molta attesa per quella che sembrava una vera e propria operazione fedeltà, un reale certificato di appartenenza alla maglia partenopea.I presenti nei murales erano, oltre al pibe de oro, Vinicio, Krol, Careca, Alemao, Bagni, Carnevale, Sivori, Canè, Cavani, Hamsik ma anche Koulibaly ed Insigne.Tra gli allenatori spiccano Bianchi, Bigon, Mazzarri, Sarri, Ancelotti e infine Gattuso, e il presidente Aurelio De Laurentiis.La reazione di tifosi e degli ex azzurriSubito è nata la perplessità dei tifosi: perché escludere personaggi come Renica che ha partecipato a pressoché tutti i trofei della squadra, oppure Paolo Cannavaro che ha alzato una coppa Italia da capitano nato a Napoli? Eppure il difensore partenopeo sembra essere presente nel murales, nonostante abbia però addosso una maglia che lui non ha mai indossato nel suo periodo all’ombra del Vesuvio. L’ex giocatore non ha mancato occasione di manifestare il suo malumore sui suoi canali social, ricevendo l’appoggio di gran parte dei suoi ex compagni.Il presidente dell’Eav non è l’unico ad aver rivalutato le sue tesi su Diego Armando in così poco tempo. In effetti anche una nota pagina di informazione calcistica del Vomero, dopo aver sminuito le imprese di fine anni ’80 al fine di propagandare l’efficienza della gestione ADL, è presente all’interno di questo progetto con testi che accompagnano le immagini.In ultimo luogo resta un enorme interrogativo: siamo sicuri che questo evento sia realmente un certificato di appartenenza al Napoli e alla sua storia?Al momento l’unico dato reale è che siamo difronte ad un’ennesima occasione persa, ancora una volta, per la società di De Laurentiis e per l’Eav.

L’Eav (Ente Autonomo Volturno), insieme all’SSC Napoli, ha reso possibile la presenza di murales sui pannelli della fermata stessa.

All’inaugurazione vi erano il presidente della regione Campania Vincenzo de Luca, in rappresentanza dell’Eav e, tra gli altri, il presidente De Laurentiis e il nuovo centravanti nigeriano Victor Osimhen.
C’era molta attesa per quella che sembrava una vera e propria operazione fedeltà, un reale certificato di appartenenza alla maglia partenopea.
I presenti nei murales erano, oltre al pibe de oro, Vinicio, Krol, Careca, Alemao, Bagni, Carnevale, Sivori, Canè, Cavani, Hamsik ma anche Koulibaly ed Insigne.
Tra gli allenatori spiccano Bianchi, Bigon, Mazzarri, Sarri, Ancelotti e infine Gattuso, e il presidente Aurelio De Laurentiis.
La reazione di tifosi e degli ex azzurri
Subito è nata la perplessità dei tifosi: perché escludere personaggi come Renica che ha partecipato a pressoché tutti i trofei della squadra, oppure Paolo Cannavaro che ha alzato una coppa Italia da capitano nato a Napoli? Eppure il difensore partenopeo sembra essere presente nel murales, nonostante abbia però addosso una maglia che lui non ha mai indossato nel suo periodo all’ombra del Vesuvio. L’ex giocatore non ha mancato occasione di manifestare il suo malumore sui suoi canali social, ricevendo l’appoggio di gran parte dei suoi ex compagni.

Inoltre la qualità dei murales sembra essere decisamente lontana da quella di artisti del calibro di Jorit o Raffo Art, per citarne due made in Naples.

Tra l’altro, a rafforzare la tesi dei tifosi e di alcune community partenopee c’è la dinamica social del presidente Eav Umberto De Gregorio, che nel 2017 scriveva sul suo profilo riferendosi a Maradona: “Grande campione sportivo ma non è un esempio per i cittadini napoletani, tutt’altro”.

Il presidente dell’Eav non è l’unico ad aver rivalutato le sue tesi su Diego Armando in così poco tempo. In effetti anche una nota pagina di informazione calcistica del Vomero, dopo aver sminuito le imprese di fine anni ’80 al fine di propagandare l’efficienza della gestione ADL, è presente all’interno di questo progetto con testi che accompagnano le immagini.
In ultimo luogo resta un enorme interrogativo: siamo sicuri che questo evento sia realmente un certificato di appartenenza al Napoli e alla sua storia?
Al momento l’unico dato reale è che siamo difronte ad un’ennesima occasione persa, ancora una volta, per la società di De Laurentiis e per l’Eav.

Dopo aver creato così tanto malumore e perplessità fra gli aficionados, urge un esame di coscienza.

di Matteo Giacca

 

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