«Da bambina non disegnavo principesse e castelli, ma draghi».

Barbara Karwowska classe ‘70 è una pittrice nata a Danzica, una città portuale della Polonia. Consegue il diploma di Tecnico d’arte presso il Liceum Sztuk Plastycznych (Liceo d’arte) in Orlowo (Polonia). Vive a Napoli dal 1992, città che ama tantissimo, sua fonte ispiratrice. La sua opera “Fragile guerriera” è stata segnalata sia dalla giuria di PREMIO COMBAT 2011 PRIZE che dalla giuria di PREMIO CELESTE 2011. Due esposizioni personali di Barbara sono state ospitate dalla Galleria Serio: “Centrino” e “Acchiappasogni”. Dall’11 al 23 gennaio, 30 opere hanno costituito il progetto della sua prima Mostra Antologica (1991-2017), a cura della storica dell’arte Fedela Procaccini, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli ed ospitata nella Sala delle Terrazze a Castel dell’Ovo.

Barbara Karwowska com’è iniziata la tua avventura nel mondo dell’arte?
«Fin da bambina ho amato disegnare, realizzavo le mie prime illustrazioni scarabocchiando sui libri di mio fratello. Amavo molto rappresentare la figura del drago a differenza delle mie coetanee che disegnavano principesse e castelli. Mia mamma, vista la mia passione per la pittura, mi mandò in un circolo per ragazzi quando avevo 12 anni e dopo pochi mesi capì che sarebbe diventato il mio lavoro. Ho iniziato il liceo artistico in Polonia e a 20 anni mi sono diplomata. A 22 anni sono arrivata Napoli, ho incominciato a lavorare, senza però abbandonare la mia passione per la pittura. All’inizio realizzavo spesso i murales, era un modo per esprimere quello che avevo dentro. Successivamente ho scoperto anche altre forme d’arte come la danza e il teatro che mi hanno aiutato a livello personale».
Ci parli del tuo progetto dei tombolati?
«I tombolati è un progetto nato due anni fa per gioco, è venuta una giovane giornalista a farmi un’intervista, io le ho chiesto di posare per un ritratto all’interno del quale avrei voluto inserire un centrino fatto a uncinetto. Guardandola bene, ho notato che c’era sulla mia tavola il tipico ‘’panaro’’ della tombola napoletana, l’ispirazione mi disse che l’avrei raffigurata con un numero della tombola».
Qual è la tecnica che utilizzi per realizzare le tue opere?
«Olio su tela è la mia tecnica preferita, perché l’olio mi da la possibilità di elaborare in continuazione il colore. Prima di dipingere ho già in mente la composizione e i colori anche se dipingendo ci sarà sempre qualcosa di nuovo che cambia».
Se dovessi dare un consiglio ad un artista emergente?
«Pensare, osservare, frequentare gallerie d’arte, proporsi. Spesso i giovani artisti vedono il gallerista come uno che sta sul piedistallo. Bisogna proporsi perché un gallerista non viene mai da te se non ti proponi».
Cos’è che fa la differenza oggi nell’era dei social?
«La tecnologia ha il lato positivo che la tua arte può arrivare ovunque. È positivo ma bisogna tutelarsi da chi vuole copiarti».
Un tuo progetto futuro?
«Farò una mostra nella Galleria Serio per i tombolati, sarà un evento d’arte che coinvolgerà più persone. La stessa curatrice Emilia Sensale ha creato una tovaglia ispirata ai tombolati che sarà esposta in galleria per il vernissage. I primi tre sono stati esposti nella ‘’pasticceria Mazz’’, ogni mese abbiamo presentato un quadro, e durante le presentazioni venivano a fare le fotografie alle opere, tra questi Gianluigi Gargiulo che esporrà le foto in quest’evento.»
Tra le persone che hai ritratto c’è una persona a cui tieni che vorresti ritrarre?
«Attualmente sto lavorando su Noel Schifano, un pittore che ha una storia simile alla mia. Lui si è innamorato della città di Napoli al punto che la sente più a cuore della sua città natale, Parigi. Anch’io sono molto affascinata da questa città, mi colpisce la creatività che trasmette».

di Maria Grazia Scrima

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