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Monopattini elettrici – nuove misure e nuove confusioni

Davide Daverio 19/11/2021
Updated 2021/11/20 at 1:35 PM
4 Minuti per la lettura

Con il voto in Senato si è proceduto alla conversione in legge (L. 156/2021) del cosiddetto Decreto Infrastrutture (D.L. 10 settembre 2021, numero 121) che contiene una serie di nuove misure per i monopattini elettrici.

Indice
Ormai da tempo si attendevano nuove norme che operassero una stretta sulla circolazione dei monopattini, vista la sosta selvaggia sui marciapiedi e gli incidenti mortali causati dalla circolazione degli stessi in assenza di un’adeguata normativa. Ed allora ci si chiede, c’è stata una vera stretta?Alcune proposte, come il limite di velocità ridotto da 25 a 20 km/h, ed il divieto di parcheggio sui marciapiedi, hanno preso forma. Altre però, come l’obbligo di targa, di assicurazione RC e di casco (per tutti), sono rimaste lettera morta.Iniziamo col dire che è venuta meno la tanto agognata assicurazione obbligatoria, che proprio a seguito dei numerosi incidenti causati dalla circolazione dei monopattini elettrici, era stata da più parti invocata. Purtroppo, si è preferito glissare lasciando un nervo scoperto, andando a curare altri aspetti della questione, forse meno bisognosi di intervento.A partire dal primo di luglio del 2022, tutti i monopattini commercializzati in Italia dovranno essere dotati di indicatori luminosi di svolta e di freno su entrambe le ruote. Stesse regole valgono per quelli già posti in circolazione anteriormente al primo luglio del 2022, i quali, dovranno adeguarsi entro il primo di gennaio del 2024. È prevista la confisca del mezzo in caso di manomissione del motore, del regolatore di velocità e di altre alterazioni.Quanto ai soggetti che possono guidare il monopattino, si è stabilito che solo i maggiori di anni 14 sono autorizzati alla guida, con obbligo del casco protettivo fino agli anni 18. È obbligatorio per tutti, invece, l’uso del giubbotto catarifrangente.Per ciò che concerne la sosta, è stato sancito l’assoluto divieto di sosta sui marciapiedi (con relativa sanzione), ma non è prevista la rimozione del veicolo.Il limite di velocità è stato abbassato a 20 Km/h e si è confermato il limite di 6 Km/h nelle aree pedonali.Ma nel “Bel Paese”, il pasticcio è sempre dietro l’angolo, ed infatti, è stato rimosso il divieto di utilizzo dei monopattini elettrici su strade extraurbane senza piste ciclabili, con abolizione delle sanzioni per chi usa piccoli veicoli elettrici fuori dalle aree dei centri urbani adibite alla loro circolazione.Ai più attenti, non è sfuggito che proprio tra le pieghe delle nuove norme di circolazione, c’è un passaggio quantomeno dubbio poiché ad oggi, i monopattini possono circolare sulle strade extraurbane solo se dotate di pista ciclabile e solo all’interno di quest’ultima.Il decreto, invece, ne permette l’uso “su strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, nelle aree pedonali, su percorsi pedonali e ciclabili, su corsie ciclabili, su strade a priorità ciclabile, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata ovvero dovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi”.Orbene, proprio la congiunzione “ovvero”, seguita dall’avverbio “dovunque” (frutto di un ultimo emendamento), sta creando non poco allarme dal momento che alle biciclette è permesso circolare ovunque ad eccezione delle strade extraurbane principali e delle autostrade.Al momento, tale facoltà sembrerebbe concessa anche ai monopattini, con la conseguenza che gli stessi potrebbero circolare sulle strade extraurbane secondarie, come ad esempio la tangenziale di Bari, la quale, è classificata proprio come strada extraurbana secondaria.Si attende un’immediata interpretazione autentica della norma o, quantomeno, una circolare di chiarimento.
Ormai da tempo si attendevano nuove norme che operassero una stretta sulla circolazione dei monopattini, vista la sosta selvaggia sui marciapiedi e gli incidenti mortali causati dalla circolazione degli stessi in assenza di un’adeguata normativa. Ed allora ci si chiede, c’è stata una vera stretta?
Alcune proposte, come il limite di velocità ridotto da 25 a 20 km/h, ed il divieto di parcheggio sui marciapiedi, hanno preso forma. Altre però, come l’obbligo di targa, di assicurazione RC e di casco (per tutti), sono rimaste lettera morta.
Iniziamo col dire che è venuta meno la tanto agognata assicurazione obbligatoria, che proprio a seguito dei numerosi incidenti causati dalla circolazione dei monopattini elettrici, era stata da più parti invocata. Purtroppo, si è preferito glissare lasciando un nervo scoperto, andando a curare altri aspetti della questione, forse meno bisognosi di intervento.
A partire dal primo di luglio del 2022, tutti i monopattini commercializzati in Italia dovranno essere dotati di indicatori luminosi di svolta e di freno su entrambe le ruote. Stesse regole valgono per quelli già posti in circolazione anteriormente al primo luglio del 2022, i quali, dovranno adeguarsi entro il primo di gennaio del 2024. È prevista la confisca del mezzo in caso di manomissione del motore, del regolatore di velocità e di altre alterazioni.
Quanto ai soggetti che possono guidare il monopattino, si è stabilito che solo i maggiori di anni 14 sono autorizzati alla guida, con obbligo del casco protettivo fino agli anni 18. È obbligatorio per tutti, invece, l’uso del giubbotto catarifrangente.
Per ciò che concerne la sosta, è stato sancito l’assoluto divieto di sosta sui marciapiedi (con relativa sanzione), ma non è prevista la rimozione del veicolo.
Il limite di velocità è stato abbassato a 20 Km/h e si è confermato il limite di 6 Km/h nelle aree pedonali.
Ma nel “Bel Paese”, il pasticcio è sempre dietro l’angolo, ed infatti, è stato rimosso il divieto di utilizzo dei monopattini elettrici su strade extraurbane senza piste ciclabili, con abolizione delle sanzioni per chi usa piccoli veicoli elettrici fuori dalle aree dei centri urbani adibite alla loro circolazione.
Ai più attenti, non è sfuggito che proprio tra le pieghe delle nuove norme di circolazione, c’è un passaggio quantomeno dubbio poiché ad oggi, i monopattini possono circolare sulle strade extraurbane solo se dotate di pista ciclabile e solo all’interno di quest’ultima.
Il decreto, invece, ne permette l’uso “su strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, nelle aree pedonali, su percorsi pedonali e ciclabili, su corsie ciclabili, su strade a priorità ciclabile, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata ovvero dovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi”.
Orbene, proprio la congiunzione “ovvero”, seguita dall’avverbio “dovunque” (frutto di un ultimo emendamento), sta creando non poco allarme dal momento che alle biciclette è permesso circolare ovunque ad eccezione delle strade extraurbane principali e delle autostrade.
Al momento, tale facoltà sembrerebbe concessa anche ai monopattini, con la conseguenza che gli stessi potrebbero circolare sulle strade extraurbane secondarie, come ad esempio la tangenziale di Bari, la quale, è classificata proprio come strada extraurbana secondaria.
Si attende un’immediata interpretazione autentica della norma o, quantomeno, una circolare di chiarimento.

di Davide Daverio

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