Monitoraggio ed Informazione: così Emergency affronta l’emergenza sanitaria

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L’Emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia Covid-19 non ha fermato affatto le attività di Emergency, come purtroppo in molti hanno asserito.

L’Ong si è subito adoperata per effettuare un’intensa attività di monitoraggio e d’informazione su tutto il territorio nazionale, sospendendo le attività di sensibilizzazione e gli eventi, come cene di raccolta fondi o banchetti di piazza.
Nonostante ciò, gli ambulatori fissi e mobili di Emergency, sono aperti e restano in servizio così come gli sportelli di orientamento, dove è stato adottato un protocollo di triage che permette di individuare pazienti con sintomi compatibili al Covid-19, informarli ed indirizzarli al meglio.
Nei punti critici come le zone focolaio, si è stretta una sinergica collaborazione con il Comune di Milano che ha permesso l’attivazione di un servizio per consegnare pasti, farmaci e beni di prima necessità alle persone più a rischio, oltremal massiccio monitoraggio e formazione degli operatori per prevenire i contagi all’interno delle strutture d’accoglienza per persone senza fissa dimora e dei minori non accompagnati. Emergency ha inoltre ottenuto l’autorizzazione dalla Protezione Civile per intervenire in risposta a quest’emergenza, mettendo a disposizione del Sistema Sanitario Nazionale le competenze
gestionali in casi epidemici, maturate con quella che fu una vera e propria guerra al virus dell’Ebola in Sierra Leone, tra il 2014 ed il 2015.
Intensa è, quindi, anche l’attività informativa: basta andare sui canali social di Emergency per aver accesso a numerosi video e tutorial realizzati in diverse lingue, affinché chiunque possa essere in grado di comprendere le regole da seguire per evitare il più possibile il contagio.

Emergency a Castel Volturno

Così come sul piano nazionale, anche a Castel Volturno Emergency sta facendo la sua parte. Abbiamo contattato Sergio Serraino, responsabile dell’ambulatorio, che ci ha raccontato come si sta vivendo questa emergenza sul nostro territorio.

Sergio, voi avete realizzato un video informativo rivolto alle comunità straniere presenti qui a Castel Volturno. In virtù di quest’emergenza, quali sono le ulteriori ed eventuali misure adottate?

«A Castel Volturno l’attività non si è fermata, continuiamo a fare ciò che facciamo anche se in maniera ridotta perché i pazienti sono pochissimi, facevamo circa 50 visite al giorno ed ora se ne facciamo 5 è tanto, perché fortunatamente, le persone restano a casa.
Facciamo il triage fuori l’ambulatorio e se ci sono casi sospetti ovviamente non li facciamo entrare in ambulatorio, li rimandiamo a casa e monitoriamo tutto telefonicamente, rispettiamo le indicazioni date da Milano.
Al momento non sono stati riscontrati casi sospetti, facciamo da osservatorio epidemiologico.
Il messaggio che abbiamo voluto dare con il video informativo, in lingua Pidgn english che è uno slang, una lingua comune a Ghanesi e Nigeriani che tutti comprendono, è lo stesso dato a livello nazionale: restare a casa, e qualora avessero i sintomi, di non recarsi al Pronto Soccorso. Il videomessaggio fortunatamente è girato tantissimo, abbiamo ricevuto numerosi riscontri e questo ci fa piacere perché il nostro timore era che l’emergenza venisse sottovalutata».

Sergio inoltre ci spiega che oltre al video informativo in Pidgn english, ne è stato realizzato uno in Punjabi diretto alle comunità indiane che nei territori di Villa Literno o Cancello ed Arnone conta migliaia di persone. La preoccupazione maggiore, è quella legata al territorio: Castel Volturno ha un’alta densità di stranieri, con difficoltà economiche percepite anche da italiani.
A lungo andare, le difficoltà aumenterebbero per coloro che non lavorano o lavorano a giornata, e non potendo uscire a lavorare si confronterebbero con l’impossibilità di sostenersi.

«Mi fa piacere vedere che il comune si sia attivato in questo senso attraverso distribuzioni di beni di prima necessità, credo che vada incentivata come attività e penso anche che la Caritas e anche il Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta possano dare un contributo importante», dice Sergio.

di Daniela Russo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°204
APRILE 2020

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