Già in tempi non sospetti, Informare accendeva una luce su alcuni elementi da considerare nella gestione dell’emergenza Coronavirus; elementi concatenati tra loro come extracomunitari e lavoro (trovate qui l’articolo).

Ciò che sta accadendo a Mondragone, lo diciamo in maniera secca e realistica, era prevedibile. Ma facciamo un resoconto della situazione: sono 49 i casi positivi nella zona dei palazzi Cirio. Si sono verificati momenti di tensione per le proteste di alcuni bulgari residenti all’interno delle palazzine, che sono usciti in strada nonostante il cordone sanitario: chiedono di poter tornare a lavorare. La maggior parte dei residenti all’interno delle palazzine svolge lavori nei campi come braccianti agricoli, e alcuni non risultano censiti. A scendere in strada sono stati anche i cittadini di Mondragone, che accusano i bulgari di uscire di notte dalla zona rossa per raggiungere le campagne al fine di proseguire il lavoro nei campi.
A seguito dell’evento, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è così intervenuto sui suoi canali social: “Questa mattina ho avuto un colloquio con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il Ministro ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito”. Il Presidente si è poi recato sul posto in questi minuti.

Come precedentemente affermato, nessuna persona con buon senso accetta, condivide il fatto che possa esistere un determinato numero di cittadini, persone o extracomunitari -come a Castel Volturno e Bagnara- non censiti, invisibili, fuori da ogni legge e controllo.

Questo perché in tal modo, le risorse eventualmente stanziate dal comune a fronte dell’emergenza non saranno mai commisurate alla reale necessità del territorio. Nel caso specifico di Mondragone, parliamo di un numero di persone che si guadagnano da vivere alla giornata, da braccianti, che fino ad ora sono sempre e comunque andati a lavorare, anche in periodo di lockdown. Senza lavorare non hanno come vivere e per tale motivo la misura di quarantena per loro è chiaramente problematica.

Problema altrettanto grave da considerare, è la certa presenza di asintomatici. Giunge notizia di persone fuggite nei territori limitrofi di Bagnara e Castel Volturno, territori che contano massiccia presenza di extracomunitari non censiti, dove sono stati effettuati solo 500 tamponi. L’aiuto solidale non è mancante, ma essendo in molti a non essere censiti, nel caso di grossi contagi, le risorse comunali potrebbero non bastare. L’atto irresponsabile di violazione della zona rossa per evitare la quarantena spostandosi in questi territori potrebbe quindi rivelarsi metaforicamente come l’innesco di un ordigno.

Si resta poi vittime dell’etichetta di “razzisti” nel momento in cui si richiede un intervento concreto per scongiurare lo scoppio di una bomba sanitaria e sociale in questi territori così complessi. È necessario trovare soluzioni di buon senso per queste problematiche note da tempo, segnalate numerose volte, ribadite ancor di più.
La responsabilità è da ricondurre a chi sa, ha sempre saputo ed ha preferito tacere, lasciar correre.
Una tragedia annunciata, rimasta inascoltata e sottovalutata, dove a pagarne le conseguenze sono e saranno sempre i più deboli, cittadini e lavoratori.

di Daniela Russo

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