La città vanta una popolazione di 55.000 abitanti circa, giace entro tre valli a forma di “Y” e si divide in 3 aree: Modica bassa che è il centro storico, Modica alta e la zona nuova chiamata “Modica sorda”.

Fino ai primi del ‘900 l’attuale centro storico era caratterizzato dalla presenza di due fiumi, lo Ianni Mauro e Pozzo Dei Pruni, che si univano a formare il fiume Moticano. Dal Settecento alla fine dell’Ottocento sopra gli stessi erano stati costruiti 17 ponti che univano le diverse sponde della città; questo fece sì che Modica fosse definita la città più caratteristica d’Italia dopo Venezia.

Successivamente a causa dei diversi alluvioni i due fiumi furono coperti dando vita all’attuale Centro Storico “Corso Umberto I”.

Nel 1693 un terribile terremoto distrusse tutta l’area della contea, ma la ricostruzione della città in stile tardo barocco fu rapida e alla fine Modica si trovò ad essere ancora più prestigiosa. Nel 2002 è stata inclusa insieme con il Val di Noto nella lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco per il suo centro storico ricco di architetture barocche.

Modica viene detta anche “città delle cento chiese”, in relazione al numero di edifici religiosi che vi furono costruiti, compresi anche conventi e monasteri. La cosa che la contraddistingue è che generalmente le chiese non si affacciano su piazze, ma su imponenti e scenografiche scalinate modellate sui declivi delle colline. Tra queste ricordiamo il duomo di San Giorgio il duomo di San Pietro la chiesa di San Giovanni Evangelista il santuario delle Grazie ecc.

Tantissime sono le personalità nel panorama artistico, scientifico o letterario, la cui esistenza è stata legata alla città di Modica o perché vi sono nati oppure perché vi hanno operato a lungo.

Fra tutti in primis ricordiamo il Premio Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo nato nella città della contea nel 1901; a causa del lavoro del padre, che era capostazione, dovette spostarsi da una città ad un’altra, ma Modica può vantarsi di aver dato i natali ad un cittadino famoso a cui è dedicata una casa museo.

Modica si distingue anche a livello gastronomico: la dolceria modicana è una delle più ricche e varie e fra tutti primeggia il famoso cioccolato Modicano,

La lavorazione del cioccolato Modicano fu introdotta dagli Spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia nel XVI secolo nella contea di Modica, allora la più grande e ricca del Regno di Sicilia.

Così il cioccolato di Modica continuò ad essere prodotto secondo la tradizione, mentre nel resto d’Europa si passava alla lavorazione di tipo industriale.

Il sapore del cioccolato modicano è unico nel suo genere,con un aroma inconfondibile di cacao tostato aromatizzato alla cannella, alla vaniglia, al peperoncino, agli agrumi; senza aggiunta di burro o di altri grassi vegetali.

La dolceria modicana offre anche un’ampia varietà di dolci, i più caratteristici sono senza dubbio gli “mpanatigghi”, biscotti impanati come un piccolo panzerotto a forma di semiluna, ripieni di mandorle, cioccolato, cannella e carne di manzo finemente tritata.

Si narra che nacquero per mano delle suore di un monastero, le quali impietosite per le fatiche dei confratelli che giravano fra i vari conventi in periodo quaresimale, nascosero della carne tritata tra il pesto di mandorle e il cioccolato; il cui consumo era consentito anche in periodo di digiuno.

Altri dolci classici sono biscotti di mandorla conosciuti anche come paste di mandorla o dolcetti di mandorla, il torrone di mandorle, la cobaita ecc.

Un ringraziamento particolare va a Claudio Assenza da Modica che ci ha aperto gli occhi su questa bellissima realtà non solo storica, ma anche gastronomica sulla città siciliana.

 

di Antonino Calopresti

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