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Moda nelle scuole per abbattere la dispersione e favorire il lavoro

Giovanni Cosenza 22/09/2022
Updated 2022/09/22 at 3:29 PM
6 Minuti per la lettura

La campanella per la ripresa dell’anno scolastico in Italia è suonata ormai in tutte le regioni della penisola dando avvio ad un anno scolastico sostanzialmente privo di protocolli anti covid. Un rapporto di Save the Children pubblicato qualche mese fa dal titolo “Alla ricerca del tempo perduto – Un’analisi delle disuguaglianze nell’offerta di tempi e spazi educativi nella scuola italiana”, fotografa una situazione impietosa della scuola italiana, peggiorata notevolmente negli ultimi due anni a causa delle restrizioni legate alla pandemia e alla DAD.

Il rapporto, basato anche sulle rilevazioni Invalsi, l’Istituto per la Valutazione del Sistema Scolastico Italiano, mostra che in 7 regioni italiane il 50% degli adolescenti alla fine della scuola superiore non raggiunge le competenze adeguate di italiano. Il dato peggiore è della Campania con il 64,2% degli studenti incompetenti nella propria lingua madre. Anche il dato rilevato sulla dispersione scolastica è preoccupante.

Isabella D’Este: la moda contro la dispersione scolastica

A fronte di una media nazionale di abbandono scolastico del 12,7%, la Campania tocca percentuali di dispersione che sfiorano il 20% dove anche i NEET, Not in Education, Employment or Training, persone non attive in istruzione, lavoro e formazione, sono veramente tante. La scuola in Campania è in trincea per cercare di arginare questo fenomeno. E alcuni istituti si sono distinti per aver centrato l’obiettivo. Tra questi figura l’ISIS “Isabella D’Este – Caracciolo di Napoli, istituto secondario di secondo grado dove la dispersione scolastica, grazie ad un lavoro costante, tutto orientato all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, è ridotta al minimo.

«Il nostro istituto, racconta il dirigente scolastico la prof.ssa Giovanna Scala in una intervista rilasciata a SkyTg24- opera sempre in sinergia, nella programmazione, negli incontri, nei processi di apprendimento, con il mondo del lavoro creando una progettualità che sia sempre attenta all’inclusione e al rapporto con il mondo del lavoro. Quando parlo di mondo del lavoro intendo i proprietari delle aziende. Cè’ una forte richiesta da parte dei brand della moda e del Made in Italy di personale e dalle aziende non solo campane ma anche del centro Italia e del nord».

Il Dirigente Scolastico dell’ISIS D’Este – Caracciolo di Napoli la dott.ssa Giovanna Scala intervistata da SkyTg24

Una scuola antica ma all’avanguardia

L’ISIS “D’Este – Caracciolo” nasce dall’accorpamento di due sedi scolastiche storiche di Napoli: l’Istituto “Isabella D’Este” di Piazza Mercato e l’ “Istituto Caracciolo” del quartiere Sanità, una fusione che di fatto si è realizzata sotto l’attuale dirigente scolastico. Erano due istituti accomunati dallo stesso indirizzo di studio, la moda, insistenti su contesti urbani profondamente diversi. L’attuale sede centrale, in via Giacomo Savarese, a ridosso di Piazza Mercato, – vi sono altre due sedi nel quartiere Sanità – è ubicata in un ex convento di Gesuiti che in epoca borbonica fu convertito in educandato femminile. Si trova in una zona dove, in epoca angioina, fu fondata la Corporazione dei Lavoratori della Seta. Le fanciulle andavano al convento ad imparare l’arte della tessitura. Nel quartiere, sin dal 1700, si trovano botteghe artigiane dove si lavorano tessuti. Queste spesso riforniscono l’istituto delle materie prime.

L’ ISIS “D’Este – Caracciolo” ha due indirizzi di studio: il professionale per industria ed artigianato per il Made in Italy e il tecnico articolato in due branche: sistema moda con due ulteriori divisioni – tessile, abbigliamento e moda e calzature abbigliamento e moda – e tecnico grafica e comunicazione. C’è anche l’istituto tecnico turistico e l’istituto alberghiero. Un’offerta formativa notevole, orientata sempre al mondo del lavoro, resa ancora più completa dagli IeFP, percorsi regionali di Istruzione e Formazione Professionale riservati a chi ha abbandonato la scuola, ed un corso serale, generalmente frequentato da adulti desiderosi di rientrare in formazione.

Uno dei corridoi dell’Istituto “Isabella D’Este – Caracciolo” di Napoli

Un’eccellenza dell’istruzione sul territorio

L’istituto è anche tra i dei fondatori della rete TAM, la Rete Nazionale degli Istituti dei Settori Tessile, abbigliamento e moda ed è l’istituto referente per il sud Italia e le isole, elemento di raccordo per iniziative che convogliano nella rete nazionale. Essa, sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, nasce come una costola dello SMI, Sistema Moda Italia, e di Confindustria Moda, con lo scopo di creare un collegamento tra le industrie del settore moda tessile e calzaturiero e gli istituti che diplomano personale da immettere nelle aziende italiane.

E, a proposito di personale, la richiesta delle aziende, sparse su tutto il territorio nazionale, è altissima, a fronte di un numero insufficiente di diplomati. L’Istituto D’Este – Caracciolo ha avuto negli ultimi anni una crescita vertiginosa di iscritti: è una scuola che ha un grande appeal, una eccellenza del territorio, resa tale dalla capacità di avviare tanti giovani al lavoro in un luogo, la Campania, storicamente problematico per chi intende cercare un’occupazione. Sarà forse questo il motivo per cui, tranne rari casi, chi inizia il suo percorso di studi in questo istituto lo porta a termine?

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