Missile su Donetsk, negoziati in stallo: cosa sta succedendo in Ucraina

Gianrenzo Orbassano 15/03/2022
Updated 2022/03/14 at 9:49 PM
5 Minuti per la lettura

Ventesimo giorno di guerra in Ucraina, ventesimo giorno in cui si contano devastazioni e perdite tra soldati e civili ucraini e russi. L’esercito russo sta accerchiando le principali città ucraine, che si preparano ad una difficile ennesima resistenza. Nella mattinata, a Donetsk (repubblica autoproclamata russofona) è stato lanciato un missile a grappolo sulla città, provocando almeno 20 morti.

Scambio di accuse fra la Russia e l’Ucraina sull’autore di tale atto. Dopo la tragica morte del giornalista americano Brent Renaud a Irpin, sembrerebbe coinvolto stavolta anche un giornalista britannico della Fox News che avrebbe riportato gravi ferite alle gambe.

Condizionale d’obbligo, poiché la Fox News non ha ancora rivelato l’identità del giornalista e noi riportiamo quindi solo la notizia in attesa di smentite o conferme. Intanto, nessuna novità positiva tra i negoziati susseguiti in questi giorni.

Russia e Ucraina, di chi è la responsabilità del missile lanciato a Donetsk?

I separatisti sostenuti dalla Russia in Ucraina orientale hanno dichiarato che, nella mattinata di ie, è stato eseguito un attacco delle forze di Kiev nella città di Donetsk, nella regione del Donbass. L’attacco avrebbe provacato la morte di almeno circa 36 civili. La notizia è stata riportata anche dall’ANSA. L’episodio è avvenuto prima che i colloqui di negoziato tra Ucraina e Russia cominciassero. Funzionari ribelli filo-russi hanno affermato che frammenti di un missile tattico “Tochka-U” dell’esercito ucraino si abbattuto nel centro della città e “20 persone sono state uccise, 9 ferite”. Le immagini che circolano sul web mostrano i corpi senza vita di alcuni civili che stavano viaggiando in autobus. Nuove stragi, ma anche nuove accuse rimpallate tra Russia e Ucraina che si scambiano la responsabilità dell’attacco. Anche questa, purtroppo, è la guerra.

Dopo la morte di Renaud, un giornalista britannico in terapia intensiva mentre seguiva la guerra

Un altro giornalista straniero è rimasto ferito mentre seguiva la guerra in Ucraina. Il corrispondente britannico, di cui non riporteremo il nome, ha ricevuto una frattura da schegge di entrambe le gambe. Ad annunciarlo è il procuratore generale Irina Venediktov su Facebook, spiegando che il giornalista riporta appunto gravi fratture alle gambe. Il giornalista è attualmente in terapia intensiva sotto la supervisione di medici. Venediktov ha riferito che l’incidente è avvenuto intorno alle 16:00, e ha pubblicato una foto della carta d’identità del giornalista. Il documento mostra il nome del canale di notizie americano Fox News.

Negoziati difficili. Arriva la scesa in campo della Cina?

Nella giornata di ieri, si sono svolti ancora dei nuovi colloqui tra le delegazioni ucraine e russe in video-conferenza. Sono però negoziati con nessuna novità sostanziale sul fronte del cessate il fuoco, impregnati dalla volontà dello stesso Putin di andare avanti con quella che chiama “operazione speciale”. I negoziati comunque continueranno, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le parti restano ferme sulle “loro specifiche posizioni”, le parole del consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino Mikhail Podolyak su Telegram: “La comunicazione continua ad essere difficile. La ragione del disaccordo è che ci sono sistemi politici troppo diversi“.

Più ottimista il vicecapo dell’ufficio di Zelensky, Ihor Zhovkva, secondo cui la posizione di Mosca è più costruttiva di quanto non fosse in precedenza. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di capitolare, ora sembrano avviare negoziati costruttivi“. Questo il resoconto dal fronte negoziati. Anche i negoziati a Roma tra i delegati di Usa e Cina, si sono conclusi con il faccia faccia tra il consigliere alla Sicurezza nazionale americano Jack Sullivan e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi. E questa è una notizia importante, poichè si è molto discusso sul ruolo diplomatico della Cina nei confronti della guerra in Ucraina.

Prima dei colloqui, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha avvertito la Cina di evitare di aiutare la Russia a eludere le sanzioni imposte dall’Occidente. A tenere banco sono le perplessità della Cina sulle sanzioni europee inflitte alla Russia e sulla disponibilità della stessa Cina sulla possibilità di fornire armi strategiche alla Russia.

 

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