“Mio figlio Daniele è invisibile alla società”: la lettera di mamma Katiuscia

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L’amore di una Mamma è eterno. È Amore puro, indissolubile ed eterno. Le mamme amano incondizionatamente, capiscono ogni bisogno del proprio bambino, qualche volta prima di un loro vagito. Katiuscia G. è una mamma di Ciampino, una mamma come tante, perché in fondo tutte le mamme sono supereroi che girano in abiti borghesi tra supermercati e studi medici, per le cure ed esigenze quotidiane di ogni componente della famiglia.

È proprio lei, la mamma, che si dedica completamente alla casa, intervallando le sue “ossessioni” da casalinga sfegatata con qualche momento di svago. Katiuscia è una mamma che sorride sempre, qualche volta canta e fa finta di nulla. È la mamma di Daniele, e di altri due adorabili maschietti. Daniele dalla sua sedia a rotelle sorride, cerca di comunicare con il mondo, e ha sogni come quelli di ogni bambino: sogna d’essere integrato in questo mondo, molto spesso menefreghista.

Daniele ha solo dieci anni, ma è molto più sensibile di chi invece non sa leggere tutta quella rabbia e tristezza presenti negli occhi di sua madre, che ogni volta con tutte le sue forze cerca di dargli un futuro degno. A questa mamma coraggiosa che darebbe la sua stessa vita pur di vederlo felice, non resta altro che scrivere, inviare lettere e continuare la battaglia per il suo bambino e, se da un lato resta ad ascoltare le urla taciturne di un figlio che, disperatamente, chiede a modo suo un aiuto, dall’altro sopporta il silenzio assordante delle istituzioni che, ancora una volta, l’hanno lasciata sola. Noi siamo con lei nella sua battaglia, per un progetto di vita per Daniele. Di seguito la lettera di mamma Katiuscia:

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“Sono la mamma di Daniele. Daniele è alto 1,20 mt e pesa 40 kg. Daniele non cammina, è tetraplegico. Daniele non parla, ha uno spettro autistico. Daniele è un bambino intelligente. Daniele ha 10 anni e frequenta con tanta fatica la quinta elementare alla scuola “Sabin” di Ciampino. Ma la vera fatica è la mia, verso una comunicazione superficiale e assente da parte di chi è di là ad aspettarlo fuori casa. Lo alzo da sola ogni mattina. Lo lavo e lo lavo da sola ogni mattina, mi assicuro che mangi un po’ a colazione. Mi assicuro che vada a scuola sereno con il sorriso più bello del mondo, lo seguo con gli occhi mentre sale sul pullman fin quando non sparisce dietro la curva e, ogni mattina, il mio cuore perde un battito. La scuola è tutto quello che ha, non ha amici, non ha nessuno con cui giocare, scherzare, non ha una vita sociale degna di un bambino. È invisibile in una società in cui non passa inosservato. Daniele ha la fortuna di avere due fratelli. Daniele ha la fortuna di avere un papà che lavora. Daniele ha la fortuna di avere due genitori che lottano per i suoi diritti, sempre. Daniele ha la fortuna di vivere in un comune che si prende cura dei disabili, dopo il progetto mirato a sensibilizzare la città di Ciampino “Nessuno escluso”, il nostro sindaco è stato nominato relatore regioni UE su disabilità, una fortuna grandissima perché certi di essere ascoltati e tutelati quando con il nostro avvocato Laura Andrao, referente legale dell’associazione nazionale Confad (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) specialista in diritto delle disabilità, abbiamo chiesto un progetto di vita (legge 328/2000) che possa dargli la dignità, l’integrazione e la giusta collocazione. Daniele cresce anche i suoi bisogni, dalla nascita segue un programma riabilitativo giornaliero con noi genitori alternati da fisioterapisti a nostre spese. Daniele ha sogni grandissimi, ama la musica, i viaggi lunghi in auto, stare in compagnia, ridere, mangiare bene, nuotare, il basket a rotelle. Ama tutti indistintamente, buoni e cattivi, tanto ingenuo quanto geniale, tanto vivo quanto la difficoltà stessa di esserlo e poi è bello, veramente! È bello come i fiori che nascono tra le rocce. Le rocce non siamo solo noi genitori ma tutti coloro che prenderanno parte al suo progetto di vita, un progetto che lo possa portare all’autonomia, al benessere, alla socialità, l’integrazione e a realizzare anche qualche piccolo sogno.”

di Grazia Sposito

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