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Minore viola il Codice della strada: a chi va elevata la sanzione?

Davide Daverio 10/08/2022
Updated 2022/08/10 at 4:00 PM
2 Minuti per la lettura

Normalmente, la violazione delle norme del Codice della strada viene contestata al conducente del veicolo e, se quest’ultimo non è il proprietario del mezzo, anche all’eventuale cosiddetto coobbligato in solido. Ma se un minore viola il Codice della strada, a chi andrà elevata la sanzione per la violazione?

Minore viola il Codice della strada: il chiarimento dei giudici 

Il caso prende le mosse dall’opposizione proposta dalla madre di un minore, a cui la Polizia Stradale aveva elevato un verbale per violazione al Codice della Strada. Vistasi soccombente nei precedenti gradi di giudizio, la madre ricorreva per cassazione adducendo che nella contestazione non doveva essere indicato quale trasgressore il minore, ma i genitori esercenti la potestà.

La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19619/2022, nel ribadire il proprio consolidato indirizzo secondo cui “in caso di violazione amministrativa commessa da minore degli anni diciotto, della stessa risponde, a norma dell’art. 2 della I. n. 689 del 1981, applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada ai sensi dell’art. 194, colui che era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto”, accoglieva il ricorso della madre.

I Giudici hanno chiarito che “In caso di violazione amministrativa commessa da un minore di anni diciotto, invero, la sanzione va irrogata ai soggetti tenuti alla sorveglianza dell’incapace, che rispondono a titolo personale e diretto per la trasgressione della norma, avendo omesso la vigilanza alla quale erano tenuti, con la conseguenza che, in siffatta ipotesi, fermo l’obbligo della redazione immediata del relativo verbale di accertamento, la violazione dev’essere contestata enunciando il rapporto intercorrente con il minore al momento del fatto, che imponeva la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l’illecito amministrativo (Cass. n. 26171 del 2013)”.

Per tale motivo, hanno cassato la sentenza di appello, con rinvio al Tribunale in diversa composizione, il quale, dovrà decidere attenendosi ai principi enunciati dalla Corte.

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