MiniCaseificio Costanzo

MiniCaseificio Costanzo: tradizione e controllo per garantire un’eccellenza

Antonio Casaccio 12/12/2022
Updated 2022/12/12 at 5:00 PM
4 Minuti per la lettura

Qual è la differenza tra un’azienda casearia che produce ed esporta in tutto il mondo e un caseificio, anzi, un MiniCaseificio? Per conoscere la risposta non possiamo non passare dai Costanzo, famiglia che rappresenta un’eccellenza all’interno della filiera bufalina. Il MiniCaseificio Costanzo si chiama così perché assicura un controllo e qualità del prodotto che solo un attento lavoro artigianale può garantire.

I fratelli Luigi, Alessandro e Valentina Costanzo hanno puntato tutto sulla salubrità e sulla tradizione che contraddistingue i formaggi e la mozzarella di bufala casertana, per farlo hanno focalizzato la loro attenzione sulla produzione di ciò che mangiano i loro animali. I Costanzo hanno scelto di non utilizzare insilati e di fare tutto homemade. Per fare tutto in casa la famiglia Costanzo ha da poco acquistato un ampio terreno a Ruviano (CE) dove, oltre alla produzione del loro vino, curano direttamente il cibo che soddisferà i loro animali.

«Le bufale sono quello che mangiano – afferma Luigi – La nostra azienda riesce a produrre più del 70% di quello che mangiano le bufale, garantendo una qualità superiore dei fieni e della farina di mais… parliamo di fattori determinanti per un’eccellente mozzarella.
Diamo un apporto di fibre ed amidi quasi totalmente proveniente dalle nostre produzioni». Ma tutto sta nella produzione di un fieno di qualità che, come spiega Luigi: «Lo si fa tagliandolo al momento giusto, con i macchinari adatti per una rapida essicazione e fare in modo di imballarlo quando è più verde. È come se fosse un’essenza dell’erba, dà un apporto davvero importantissimo».

TUTTO STA IN UN’ALIMENTAZIONE A SECCO

«Significa utilizzo di fieni e concentrati, che derivano sempre dalle nostre produzioni, senza l’utilizzo di insilati. L’animale storicamente mangia fieno oppure erba, mentre l’insilato proviene dai paesi nordici che non riescono ad essiccare. Noi al Sud abbiamo un clima che ci permette tale essicazione, mi chiedo a questo punto perché continuare ad utilizzare gli insilati». Ed è un processo centrale per la vita della bufala: «Aiuta tantissimo la ruminazione dell’animale, non dimentichiamoci che la nostra bufala è un ruminante».

Valentina, invece, ci spiega come tutte queste condizioni di benessere dell’animale si ripercuotono su un prodotto di vera qualità: «Il comfort dell’animale è essenziale, la qualità della vita dell’animale in stalla si ripercuote sulla qualità del latte. Dobbiamo capire che questi elementi incidono tantissimo solo se sommati insieme, mi spiego: l’animale deve mangiare bene, ma deve avere il tempo e gli spazi per ruminare, è un po’ come la vita di noi umani sulla terra… essere ben riposati, vivere una vita in ambienti felici e rispettosi aumenta la qualità del nostro lavoro. Tutte le fasi apportano qualità».

LA METICOLOSITÀ NEL LAVORO DEL MINICASEIFICIO COSTANZO

Una meticolosità che si sente nei sapori e nella produzione dell’oro bianco casertano e dei tanti stagionati che dimostrano la cura dei Costanzo in ogni singolo passaggio: «Dopo un grande lavoro nella preparazione del cibo delle nostre bufale, diventa centrale non far perdere quanto fatto nella produzione dei prodotti finali – afferma Alessandro Costanzo – Mettiamo una cura maniacale nel curare gli stagionati e la produzione della mozzarella, osservando da vicino ogni passaggio.
Ci sono prodotti a cui siamo legati da un affetto inspiegabile come il Provolone del Professore, dedicato a nostro padre soprannominato “o’ Prufessore”, è lui che ci ha trasmesso questa passione che portiamo ancora avanti. Oltre questo un nostro cavallo di battaglia è il CacioCostanzo un formaggio a pasta filata di latte di vacca, sale e caglio: è stagionato circa 30 giorni, ha un sapore dolce e una consistenza morbida».

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