Minacce all’artista antimafia Porcasi, concluse le indagini preliminari

0
Gaetano_Porcasi-biennale-venezia-informareonline
Gaetano_Porcasi-biennale-venezia-informareonline
Nel 2018 intimava il pittore antimafia Gaetano Porcasi di “guardarsi le spalle”, arriva oggi la notizia del rinvio a giudizio per l’utente che su Facebook insultava e minacciava l’artista.

Getano Porcasi, pittore di impegno civile, da anni produce  e porta in giro per l’Italia delle meravigliose opere che denunciano i crimini della mafia e la connivenza di quest’ultima con apparati dello Stato. Una pittura che in molti hanno imparato ad apprezzare e che è entrata nei grandi luoghi dell’antimafia, come lo studio del dott. Giovanni Falcone o il museo di Corleone. Nei quadri di Gaetano, quasi sempre, ci sono i volti di assassini, vittime e uomini dello Stato la cui storia è intrecciata alla cronaca mafiosa. Quadri attraenti per tanti, ma che creano profondo fastidio a chi, invece, è legato a questi ambienti criminali.

“Guardati le spalle”: il post di minaccia apparso sulla bacheca dell’artista

Nel 2018, infatti, un post comparso sulla sua bacheca allarma particolarmente Gaetano; il messaggio era un groviglio di insulti sulle capacità artistiche di Gaetano e sul tema della sua arte (l’antimafia), fino a quando nell’ultima parte c’è un chiaro segnale di minaccia: “guardati le spalle“. L’utente-autore di questa minaccia proviene proprio dalla regione Campania, lontana geograficamente dalla Palermo in cui Porcasi svolge fortemente la sua attività d’impegno civile. L’artista siciliano ha prontamente denunciato il tutto nel 2018 e arriva oggi la notizia della conclusione delle indagini preliminari da parte del pm e il rinvio a giudizio dell’imputato.

In attesa che la Giustizia faccia il suo corso, la redazione di Informare rinnova la sua solidarietà a Gaetan Porcasi e ribadisce la profonda indignazione verso ogni minaccia subìta dal mondo dell’antimafia.

Print Friendly, PDF & Email