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Migranti, almeno 300 persone risultano disperse al largo delle Canarie

Cristina Siciliano 12/07/2023
Updated 2023/07/12 at 3:07 AM
5 Minuti per la lettura

Centinaia di persone disperse: sono circa 300 i migranti partiti dal Senegal e dispersi al largo delle Isole Canarie, che fanno parte della Spagna e si trovano vicino alla costa occidentale dell’Africa. L’imbarcazione era partita dalla costa di Zarzis, riferisce l’agenzia Reuters sul proprio sito. La crisi prosegue anche su altre rotte, aggravando i bilanci di vittime e dispersi nei flussi verso l’Europa. A dare l’allarme delle tre imbarcazioni è Helena Maleno, direttrice della ONG spagnola Caminando Fronteras

300 persone disperse nelle Isole Canarie: cosa è successo 

Helena Maleno ha spiegato che le persone disperse al largo delle Isole Canarie erano a bordo di tre barconi, due partiti più di quindici giorni fa e un terzo il 27 giugno, diretti alle Canarie. I primi due barconi avevano a bordo tra le 50 e le 65 persone, e il terzo almeno 200.

Erano partiti tutti dal porto di Kafountine, nel sud del Senegal, che in linea d’aria si trova a circa 1.700 chilometri da Tenerife, la principale delle Isole Canarie. La direttrice dell’Ong ha sottolineato che le famiglie dei migranti non hanno avuto più notizie dei loro parenti da quando erano partiti dal Senegal, e che si teme che i barconi su cui viaggiano possano essere naufragati. Al momento non ci sono maggiori informazioni al riguardo. 

Secondo le organizzazioni umanitarie, la rotta migratoria via mare tra i paesi dell’Africa occidentale e la Spagna, in particolare verso le Canarie, è una delle più pericolose al mondo. Ogni anno viene tentata da migliaia di persone e molte muoiono nel viaggio. Nel 2022 almeno 559 persone migranti, tra cui 22 bambini, sono morte cercando di raggiungere le Canarie

Rischio naufragio in Tunisia 

Quella dei flussi migratori è una situazione decisamente fuori controllo. Tutto questo perché tale è l’attività di coloro che organizzano questi viaggi, che più che della speranza potremmo definire della morte. Pertanto, sono molte le persone che non ce la fanno ad arrivare a destinazione perché partono in barchini fatiscenti per scappare da guerre, povertà e persecuzione. 

Le aspettative di vita migliori in Paesi come l’Italia, spingono in molti a mettersi in viaggio, nonostante la traversata sia un enorme punto di domanda e nonostante il prezzo da pagare ai passeur sia molto alto. Proprio questi flussi incontrollati portano sempre a nuove emergenze. Infatti, l’hotspot di Lampedusa non fa in tempo ad essere alleggerito che subito si riempie nuovamente di ospiti appena le condizioni meteorologiche migliorano quel tanto che basta a consentire la traversata nel Mediterraneo, la rotta più frequentata e pericolosa. 

In queste ore, l’allarme non è arrivato solo dalle Isole Canarie, dove sono in corso le ricerche delle 3 imbarcazioni disperse, ma anche dalla Tunisia. Qui il rischio naufragio che è solo contemplato a largo dell’arcipelago spagnolo, è certezza. Un barcone di migranti è affondato a largo di Sfax, il luogo da cui molti salpano affrontando le insidie del mare. Durante l’ennesima traversata per arrivare sulle coste italiane, il peschereccio è affondato nella giornata del 9 luglio 2023. Il bilancio è di un morto e almeno 10 dispersi, mentre la Guardia Costiera tunisina ha tratto in salvo dalle acque 11 persone.

I migranti sbarcati a Lampedusa

Circa 81 migranti di nazionalità tunisina, sudanese, etiope, ivoriana, senegalese e liberiana, sono giunti a Lampedusa. Tutto questo dopo che i tre barchini sono stati agganciati dalle motovedette della Guardia di finanza o dall’assetto Frontex della Romania. Negli ultimi 3 barchini c’erano rispettivamente 15, 44 e 22 migranti che, secondo quanto dichiarato ai soccorritori, sono partiti da Zawiya in Libia e Sfax e Monastir in Tunisia. Anche i tre gruppi sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove, al momento, ci sono 1.059 migranti.

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