Continua a crescere il mercato italiano dei videogiochi, registrando un aumento dell’1,7% rispetto al 2018 ed un giro d’affari pari a 1 miliardo e 787 milioni di euro.
Sono questi i dati pubblicati nel rapporto annuale sul mercato dei videogiochi e sui videogiocatori, presentato da IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association).

Sono 17 milioni gli italiani che nel corso del 2019 hanno giocato ai videogiochi, pari al 39% della popolazione italiana tra i 6 e i 64 anni. Di questi, gli uomini rappresentano il 53%, mentre le donne il 47%.
“I risultati che emergono dalla nostra analisi raccontano di un rapporto sempre più consolidato degli italiani con i videogiochi. La dinamicità è la principale caratteristica di questa industria, che ogni anno è capace di reinventarsi grazie alla sua straordinaria capacità di confrontarsi con sfide tecnologiche sempre nuove e di valicare i confini della creatività”, ha affermato Marco Saletta, Presidente di IIDEA.

In un anno di transizione che porterà all’arrivo delle consolle di nuova generazione, il mercato dei videogiochi nel nostro Paese fa registrare un leggero calo delle vendite di hardware (meno 15,9% rispetto al 2018), mentre si conferma il trend positivo del mercato del software (più 7,3%).
Tra i giochi più venduti nel 2019, per il terzo anno di fila si conferma al primo posto FIFA, seguito da Grand Theft Auto V e Call Of Duty: Modern Warfare.

I dispositivi più utilizzati sono smartphone e tablet, con oltre 10.5 milioni di italiani a farne uso. Di questi, 5.6 milioni sono donne.
“I videogiochi in Italia sono cresciuti ulteriormente nel 2019 e oggi raggiungono quasi 4 italiani su 10. I circa 17 milioni di giocatori in Italia giocano in media per 7,4 ore a settimana, a riprova del fatto che il gaming è un mezzo di intrattenimento molto coinvolgente. Questa crescita del numero di giocatori e del tempo dedicato ai videogiochi è stata alla base di un altro anno di successo per l’industria italiana nel 2019” ha commentato Eduardo Mena, Research Director di IPSOS, azienda specializzata in ricerche di mercato.

L’industria dei videogiochi si dimostra inoltre sempre più responsabile grazie al sistema PEGI.

Il Pan European Game Information ad oggi è utilizzato in 35 paesi europei ed è utilizzato per classificare i videogiochi, progettato per educare i consumatori ad un corretto acquisto dei videogiochi e per proteggere i minori dall’accesso a contenuti potenzialmente inappropriati per la loro età.
Sul mercato italiano, il 67% dei videogiochi rilasciati nel 2019 è adatto a un pubblico tra i 3 e i 12 anni, a riprova di un mondo, quello del gaming, adatto a tutti.
I videogiochi vengono frequentemente annoverati tra le cause di dipendenza e disordine mentale, oltre che di incitamento alla violenza.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità di recente ha invece sottolineato il potere terapeutico dei videogiochi, che in periodi di emergenza sanitaria come quello causato dal Covid-19 favoriscono anche il distanziamento sociale.

di Marco Polli

Print Friendly, PDF & Email