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Il microbioma intestinale, l’insieme dei microrganismi, per la maggior parte batteri, che vivono nel nostro sistema digerente, ricopre un ruolo importantissimo nella vita dell’uomo. Da tempo si parla della sua influenza non solo sullo stato di salute fisica ma anche su quella psichica. Non a caso, l’intestino viene definito anche il secondo cervello.

Un gruppo di ricercatori provenienti dalla Cina e U.S. hanno confermato ciò attraverso il nuovo studio pubblicato su “Science Advances” da Jian Yang. Quest’ultimo dimostra la correlazione tra il microbioma intestinale e il Disturbo Depressivo Maggiore (MDD).

Come è correlato il microbioma intestinale con MDD ?

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Questo studio all’avanguardia ha identificato 47 specie di batteri intestinali, tre batteriofagi e 50 metaboliti fecali. Tutto questo in un campione di 156 pazienti con MDD rispetto a 155 controlli sani. I risultati sono stati pubblicati il 2 dicembre su Science Advances.

L’ultima ricerca di Jian Yang e colleghi individua specifici batteri intestinali e biomarcatori metabolici che sembrano essere comuni tra le persone con diagnosi di disturbo depressivo maggiore.

Secondo gli autori, sono stati in grado di identificare e convalidare in modo indipendente “un pannello di combinatori in grado di distinguere la MDD da soggetti sani con elevata precisione”.

 Le “Figure e i dati” di questo articolo ad accesso aperto mostrano tutte le differenze dei batteri intestinali tra MDD e soggetti sani di controllo.

Yang et al. ipotizzano che avere più Bacteroides nell’ecosistema del microbiota intestinale possa aiutare a spiegare perché le persone con MMD tendono ad avere livelli di citochine pro-infiammatorie più elevati e più infiammazioni sistemiche. Inoltre, avere meno batteri intestinali di Blautia potrebbe esacerbare l’infiammazione attraverso la disregolazione dei meccanismi antinfiammatori.

Le conseguenze dello studio

La scoperta di specifiche firme batteriche e metaboliche comuni tra le persone con MDD ha implicazioni cliniche. Nel prossimo futuro, medici e psichiatri potrebbero avere la capacità di riaffermare una diagnosi di MDD (ed evitare diagnosi errate) sulla base del profilo dell’ecosistema intestinale.

“I nostri risultati pongono le basi per la comprensione dei ruoli dell’ecosistema intestinale generale nella patogenesi del disturbo depressivo maggiore. Gli stessi possono facilitare lo sviluppo di metodi diagnostici MDD oggettivi”, concludono gli autori.

di Marta Krevsun

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