michele casella

Michele Casella: il menestrello contemporaneo che racconta storie affascinanti ed universali

Fernanda Esposito 03/03/2024
Updated 2024/03/02 at 3:01 AM
5 Minuti per la lettura

Menestrello è il giusto appellativo quando pensiamo a Michele Casella per la sua grande qualità di raccontare storie per i più piccoli che insegnano tanto anche ai grandi. Non è un caso se per i suoi progetti dedicati al mondo dell’infanzia ha ricevuto il premio Olmo (2016) e il Premio Candelaio Junior (2019). Grazie al suo talento creativo, Michele Casella è autore, attore e regista; collabora con il MOIGE e con la RAI. Tutto comincia da Casolla (Caserta), dove Casella ha mosso i primi passi che lo hanno portato a scrivere e dirigere numerosi spettacoli di teatro per ragazzi.

L’intervista a Michele Casella

Da Napoli a Milano dopo la laurea in Lettere Classiche, per diplomarsi in un Master alla Cattolica, dove ha approfondito gli studi di storytelling e da autore, che lo spingono ad intraprendere un percorso nell’ambito dell’editoria dapprima occupandosi di storie vere e, successivamente, nel settore bambini/ragazzi.  Abbiamo parlato con il professore di latino e greco di lavoro, arte, musica, scelte di vita e della libertà che ti dona l’essere artista, in questo caso, scrittore

Come hai cominciato a scrivere libri per bambini?

«Ho cominciato scrivendo testi teatrali e canzoni per bambini. Anni fa curavo un laboratorio teatrale per bambini nella mia piccola borgata e, così, cominciai a scrivere i primi testi per loro per la messa in scena. In questo modo mi sono avvicinato alle storie per i più piccoli, che poi sono storie universali!».

Come nasce un libro?

«Può nascere in mille modi: da una bella idea, da un’esigenza della casa editrice, da un’illustrazione, da un’esperienza di vita. Ogni libro ha una storia a sé».

Ci sono progetti editoriali in pentola?

«C’è una nuova collana che sto dirigendo per Edizioni San Paolo, di cui sono già usciti due libri: “Un alieno in città” di Michela di Martino e “Il pigiama a pois” di Eleonora Daniele; poi c’è la collaborazione con la casa editrice Franco Cosimo Panini per un progetto che riguarda la mia terra campana e un noto personaggio immaginario dei fumetti e che vedrà la luce a maggio».

Un libro per bambini che hai nel cuore scritto da altri?

«La saga di “Olga di Carta” di Elisabetta Gnone è sicuramente una storia che porto nel cuore».

Cosa ti piace di più dell’essere scrittore?

«Vivere diverse vite, assumere più punti di vista anche molto distanti dai miei. Poter creare delle storie che permetteranno ai lettori di riconoscersi in sentimenti e fatti, l’idea di lasciare un segno, di creare un momento di riflessione ma anche solo di divertimento». 

Qual è il tuo libro che ti racconta meglio?

«“Cariclò alla ricerca del volo”. La protagonista, una piccola coccinella che non riesce a volare, mostra che, spesso, le nostre fragilità, col tempo, possono diventare punti di forza e ciò che ci sembra un ostacolo può essere, invece, l’occasione per conoscerci meglio e per avere una maggiore consapevolezza di noi stessi».  

Cosa non deve mai mancare in un libro per bambini? E quale libro consiglieresti loro?

«La verità. Anche in quelli di fantasia. Ci deve essere la verità nella storia che racconti e nel messaggio che vuoi portare (un messaggio, non per forza una morale!) … Consiglierei, al di là degli intramontabili classici: “I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore” (W. Joyce – Rizzoli)».

Nella tua produzione per l’infanzia sono probabilmente confluite alcune delle tue molteplici esperienze, tra cui quello di regista e attore e autore di testi per canzoni per bambini. Puoi parlarcene?

«Come dicevo è il teatro per bambini e ragazzi che mi ha avvicinato al pubblico dei più piccoli e alle storie destinate a loro. Il confronto sia in teatro che nei libri con i bambini è fondamentale perché, prima di tutto, è un pubblico diretto e sincero, che non puoi ingannare, né illuderti di una risposta diplomatica, e poi perché il confronto con loro, offre ogni volta una carica di energia e di aria pura».

Progetti futuri?

«Mi piacerebbe sicuramente scrivere qualcosa per gli adolescenti: è la fascia di età che conosco meglio ormai, incontrandoli tutte le mattine a scuola al liceo in cui insegno latino e greco, il liceo Giannone di Caserta».

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