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Nell’ambito di un dialogo aperto tra arte contemporanea e sito archeologico, è stata presentata al pubblico della stampa il 14 ottobre 2021 la mostra Metropoli Latina, personale di Andrea Branzi, una delle più importanti figure dell’architettura italiana e del design dagli anni sessanta ad oggi.

La mostra fa parte del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche – programma ideato da Andrea Viliani e Massimo Osanna. Ideata su progetto dello Studio Andrea Branzi e prodotta grazie al supporto di Friedman Benda Gallery, New York, in collaborazione con il Festival del Paesaggio, l’esposizione è a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica con lo Studio Andrea Branzi.
Andrea Branzi, architetto nato a Firenze nel 1938, vive e lavora a Milano. Articola fra loro progetti di architettura, urbanistica, design d’interni e industriale ed è autore di numerose pubblicazioni, fra cui La casa calda. Esperienze del nuovo design italiano (1984), Domestic Animals: The Neoprimitive Style (1987), Learning from Milan. Design and the Second Modernity (1988), Weak and Diffuse Modernity: The World of Projects at the Beginning of the 21st Century (2006) e Introduzione al design italiano. Una modernità incompleta (2008). Alcuni suoi progetti sono stati realizzati da aziende quali Alessi, Cassina, Qeebo, Vitra e Zanotta, mentre molte sue opere e progetti sono conservati nelle collezioni di importanti musei.
L’idea di questa mostra è quella di connettere l’arte contemporanea con la vita di Pompei, attraverso le parole delle poesie di Catullo, e i suoni degli animali che provengono dalla vigna.
Archeologia, antichità e contemporaneità, dunque, per riflettere sulla vitalità e sulla dimensione attiva della città e del sito di Pompei. In mostra, il culto degli Dei colloquia con la dimensione agreste, contadina e rurale della zona. Le mostre Frammenti e Erme sempre di Andrea Branzi, nell’isola di Capri avevano anticipato questa mostra con location pompeiana, e avevano già affrontato tematiche legate alla dimora e all’archeologia.
A Pompei, specificamente, l’architetto offre al pubblico una esposizione realizzata con mezzi espressivi differenti: un’opera-pannello, modelli architettonici e installazioni sonore e indaga sul concetto di dimora pompeiana, vista nella sua intimità, mostrando una Pompei viva. Lo stesso Branzi racconta:
Pompei come luogo dei morti ma anche dei viventi, dei poeti, del mare e del vulcano, della politica e dell’eterno commercio…
Lontano dalla Roma dei monumenti, Pompei ci lascia cicatrici silenziose, profonde come le strade di pietra o leggere come tratturi…
Esposte al sole accecante e alla fresca penombra delle case, dove gli Dei sono confusi con gli schiavi e l’arte povera con l’arte ricca, i capolavori e le galline ruspanti…
Questa è la Pompei che più ci fa paura, perché troppo ci somiglia…
Nelle ville la luce opaca delle stanze penetra a fatica attraverso le piccole lastre di alabastro, illuminate da poche lucerne che ci permettono di scoprire i miti misteriosi e i volti degli antichi latini…
Essi infatti parlano in latino, e recitano le poesie di Catullo.
La mostra è ospitata negli ambienti della Casa del Triclinio all’aperto dove cinque maquette della serie Metropoli latina (2018), accompagnate dalla presenza di un’opera-pannello – Wall 6, appositamente realizzata per la mostra – articolano il percorso espositivo. Ad accompagnare il percorso dei visitatori interviene anche un’installazione sonora, dove la voce dell’attore Alessandro Preziosi recita una selezione di brani tratti dai Carmi di Catullo.
La mostra Metropoli Latina è aperta al pubblico dal 15 ottobre al 30 novembre 2021 con i seguenti orari:
-Casa del Triclinio all’aperto: aperta tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 16.30.
L’accesso è consentito a tutti i visitatori muniti di biglietto di entrata all’Area Archeologica di Pompei.

di Mina Grasso

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