Memorial Davide Nuzzo: il ricordo del giovane calciatore diventa un torneo internazionale

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«Racconto spesso questo episodio. Come tanti genitori ho sempre seguito mio figlio agli allenamenti e soprattutto alle gare. Per come giocava e per quanto impegno metteva, riusciva ad essere sempre uno dei migliori in campo. Ciò nonostante ero lì ad incitarlo, a spronarlo e a chiedergli di più. Un giorno, durante una partita, Davide si fermò, mi guardò fisso e poi semplicemente mi chiese di stare tranquillo, perché lui giocava per divertirsi».

Il 25 agosto del 2013 Davide perdeva la vita a sedici anni in un tragico incidente stradale. Le parole in apertura raccontano di una storia, di un’idea del papà Antonio nata spontaneamente nei momenti successivi alla scomparsa del figlio. Un torneo di calcio per i giovani nel ricordo di Davide, una festa dove si riunissero le persone che lo amavano. Nasce così nel 2014 la “Coppa Davide Nuzzo”, da quel giorno sono passati otto anni e il memorial è arrivato all’ottava edizione. Nel corso del tempo si è trasformato in un prestigioso torneo internazionale, tra i più affascinanti d’Italia e che coinvolge le più blasonate società calcistiche del Paese. Uno scopo nobile, una festa di sport, Antonio Nuzzo racconta del significato e del percorso fatto fino ad oggi.

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Antonio, torniamo un po’ indietro nel tempo, come è nata questa idea?

«Davide era un bravo calciatore ed era conosciutissimo. In testa avevo un solo pensiero, creare qualcosa che lo ricordasse. Era un gran tifoso del Napoli, pensai dunque di contattare la società per proporre di organizzare una partita. Accettarono l’invito e così nel 2014 nacque la Coppa Davide Nuzzo giocata tra il Napoli e la Blu Devils, società dilettantistica in cui aveva giocato mio figlio».

Come sei riuscito a farlo diventare un torneo così importante?

«Tutto merito di Luigi Santoro, presidente della Blu Devils, un fratello per me. Gli dissi allora di voler provare a coinvolgere più ragazzi, così per il secondo memorial riuscimmo ad invitare dodici squadre. La grande emozione e partecipazione ci spinse poi a ripeterci ancora. Ogni anno c’era sempre qualcosa in più di quello precedente senza però che venisse alterato il fine dell’evento, una festa di sport per tenere sempre vivo il ricordo di Davide».

Lo scorso 22 maggio si è conclusa l’ottava edizione del Memorial, come è andata?

«28 squadre partecipanti, 14 professionistiche, categoria under 12. Abbiamo ospitato ad Arezzo in un weekend più di 1000 persone e 500 piccoli atleti. All’appello hanno risposto presente in tanti tra cui: Napoli, Juventus, Roma, Inter ed altre società importanti. Siamo stati onorati dalla presenza degli inglesi del Liverpool e dei francesi del Saint Etienne, oltre che da due compagini svedesi. La coppa è stata alzata dal Milan, ma alla fine tutti sono usciti dal campo vincitori perché sono stati tre giorni emozionanti».

Cosa provi durante la manifestazione, riesci a tradurre in parole l’emozione?

«Davide usciva dal campo sempre con il sorriso, felice di aver giocato la sua partita. Vedo i ragazzi passeggiare sul prato e con loro mio figlio che ride gioioso. Questo era il calcio per lui: felicità. Dico ai genitori che seguono i ragazzi, lasciateli tranquilli e dico ai giovani calciatori, giocate per divertirvi, vedrete che alla fine qualsiasi sia il risultato, sarete tutti vincitori».

C’è qualcuno che non capisce il tuo voler ricordare Davide in questo modo?

«Onorare la memoria di mio figlio, aiuta la mia famiglia a sentirlo vicino. Sono felice che ci sia sempre un torneo nel suo ricordo. In questi otto anni tutto è stato possibile grazie alla tenacia di Luigi Santoro, un amico che ha amato Davide e si impegna per organizzare una manifestazione sportiva degna delle più splendide feste dello sport. Il Memorial Davide Nuzzo oggi probabilmente è il più affascinante di Italia per gli under 12 ed ha uno scopo nobile. Durante la cerimonia di apertura dell’ottava edizione, ci sono stati minuti di applausi dopo il discorso di benvenuto di mia moglie. Per me, per noi, è stato un momento indimenticabile».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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