Mehdi Zare Ashkzari

Mehdi, l’ex studente di Bologna torturato e ucciso dal regime iraniano

Updated 2023/01/03 at 9:46 PM
5 Minuti per la lettura

Mehdi Zare Ashkzari, l’ex studente iraniano di Bologna, è morto venti giorni dopo l’uscita dal carcere a seguito delle torture subite. A denunciare la notizia è il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury che ha deciso di diffondere l’allarme dato da un’attivista iraniana.

Chi era Mehdi

Medhi Zare Ashkzari era originario dell’Iran, arrivato a Bologna con la fidanzata nel 2015 per studiare farmacia all’università. Per mantenersi gli studi, intanto, lavorava come pizzaiolo da “Ciao Vip”, una catena di pizzerie nella zona universitaria. Ritorna poi in Iran dopo la morte della madre causata dal Covid.

«Aveva il cuore delicato, un ragazzo così buono che lo chiamavo canarino, era uno del gruppo di iraniani con i quali sono entrato subito in contatto, che mi hanno dato informazioni per inserirmi all’università e trovare casa». Benjamin Aalami, 31 anni, originario di Teheran, amico di Mehdi Zara Ashkzari, ricorda così il ragazzo morto dopo le torture subite in un carcere del suo Paese.

La triste fine

Mehdi, arrivato in Iran, aveva preso parte alle manifestazioni di protesta contro il regime iraniano a Teheran che vanno avanti da settembre 2022 a seguito della morte di Mahsa Amini, uccisa per non aver portato correttamente il velo. In quell’occasione è stato torturato e, tornato dalla manifestazione, ha inviato un video dove mostrava le ferite e i lividi riportati all’amico Roozbeh Sohrabianmehryazdi prima del suo arresto. È stato arrestato e poi rilasciato dalle autorità iraniane a seguito di pestaggi per evitare che si sentisse male in cella. Purtroppo, uscito dal carcere, Mehdi è entrato in coma per 20 giorni, dal quale non si è mai più risvegliato.

Il messaggio di solidarietà

«Il nuovo anno inizia con questa notizia per darci un avviso sulle violazioni dei diritti umani che si verificano nella regione di Swana e in particolare in Iran. Unibo ha ora una nuova vittima della libertà di espressione. Purtroppo, questa volta, era troppo tardi per salvarlo». A parlare è Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna che venne arrestato il 7 febbraio 2020 al suo rientro in Egitto, poi liberato, e tutt’ora sotto processo per reati d’opinione.

«Da Bologna mandiamo un pensiero molto forte alla famiglia di Mehdi Zare Ashkzari, torturato e morto in Iran dopo 20 giorni in coma. A tutta quella popolazione che lotta per quella libertà di donne e uomini in Iran. Mandiamo un forte abbraccio di fratellanza e sorellanza alla comunità iraniana che vedo qui», ha dichiarato la vicesindaca di Bologna Emily Clancy, intervenendo sul palco di piazza Nettuno per la marcia della pace.

In queste settimane anche il governo italiano ha preso posizione contro la repressione delle manifestazioni in Iran. Sia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno definito «inaccettabile» la gestione dell’ordine pubblico e dei processi contro gli arrestati da parte delle autorità di Teheran.

All’Unibo una fiaccolata per Mehdi

Un disegno con il volto di Mehdi Zare Ashkzari, disegnato dal fumettista Gianluca Costantini, autore dell’ormai celebre disegno che ritrae Patrick Zaki.
Il nuovo disegno di Costantini è stato pubblicato questa mattina dall’artista sui suoi profili social.

Nella sera del 2 gennaio in piazza Scaravilli a Bologna gli amici, i colleghi di lavoro e i professori universitari si stringono attorno alla comunità iraniana per salutare un’ultima volta Mehdi Zare Ashkzari. Tutti accendono una candela per lui, intorno alle sue foto che lo ritraggono come un ragazzo come tanti, allegro, pieno di vita. Ora una “vittima che il regime assassino ha ucciso“. “Libertà per l’Iran”, “sogniamo un Iran libero” dicono i presenti. In piazza anche un ritratto fatto dal fumettista Gianluca Costantini, lo stesso che ha ritratto Patrick Zaki a sostegno della sua liberazione.

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