Un nuovo Centro di Oncofertilità a Marcianise

Cantro Oncofertilità Marcianise

Oncofertilità: preservazione della fertilità in pazienti oncologici.

In Italia, circa novemila persone dall’età compresa tra i 19 e i 39 anni si ammalano di tumore e, di conseguenza, si sottopongono a trattamenti chemioterapici, terapie radianti e interventi chirurgici che possono limitare la loro capacità riproduttiva.

La tematica assume maggiore importanza soprattutto se si pensa che l’età della prima gravidanza di una donna, per motivi socio-economici, è collocata tra i 30-40 anni, in cui già si assiste a una perdita progressiva del potenziale di fertilità.

Accade che si abbia la diagnosi ancor prima di diventare genitori. Il tumore al seno è tra quelli che maggiormente colpiscono la donna, mentre tra i maschi prevalgono tumore al testicolo e linfomi. Sono entrambi tumori a elevato tasso di guaribilità ed è pertanto fondamentale garantire a questi pazienti l’opportunità di procreazione negli anni a venire.

Nel 2016, con il Decreto Regione Campania n°89, fu istituita la Rete Oncologica, ai fini di individuare i Centri Provinciali di Oncofertilità che abbiano tutti i requisiti organizzativi, tecnologici, di qualità e sicurezza. In provincia di Caserta fu scelto per tale iniziativa il presidio ospedaliero di Marcianise, che già offriva l’Unità Operativa di Fisiopatologia della Riproduzione per lo studio delle coppie infertili, coordinata dal dott. Bruno Ferraro. A partire da tale circostanza era stato necessario un team multidisciplinare che fornisse alle coppie non solo un appropriato percorso di cura, grazie alla professionalità di urologi, biologi e ginecologi, ma anche ascolto e assistenza con l’impiego di psicologi e assistenti sociali.

Il Centro di Oncofertilità di Marcianise è stato approvato a febbraio e sarà presto attivo. È un’attività di cooperazione tra le varie strutture adibite al medesimo scopo. Posti all’interno di una rete organizzativa dei centri, situati all’interno di una struttura pubblica, ogni centro fa riferimento all’altro: dal momento in cui al paziente viene diagnosticata una neoplasia, l’oncologo sarà in grado di metterlo direttamente in contatto con il centro pubblico di riferimento.

Dare luce a una nuova vita quando è in pericolo la propria può risultare una mossa coraggiosa, a tratti azzardata. È stato a lungo sottovalutato il desiderio di avere un figlio anche per chi ha un cancro, anche per chi ha tutta la voglia di non lasciarsi cadere.

Il tempismo diventa fondamentale: da qui l’importanza della prevenzione resa possibile con controlli annuali.

di Alessia Giocondo

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018