Medical Humanities: il Master all’Università Suor Orsola Benincasa

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La prof.ssa Paola Villani ci presenta la nuova edizione di Medical Humanities

Le parole possono essere una medicina per l’uomo?

«Lo sono sempre state. Le parole, le storie. “Ogni pena può essere superata se la si elabora in una storia” ci dice Hanna Arendt, che di dolore e male se ne intende. La malattia, fisica o morale, è una ferita. Una ferita da riparare. E le storie curano e anche il linguaggio può offrire un valido aiuto. È sempre stato così, ma è negli ultimi decenni che le neuroscienze ce lo hanno dimostrato, dati alla mano. Il Narrative Turn, inaugurato negli anni Novanta, ha dimostrato che la nostra è una ‘mente narrativa’: si conosce, si prova, si vive e ci si ripara e ci si cura attraverso un procedimento narrativo della mente».

Da qui nasce la Narrative Medicine?

«Da questa precisa acquisizione delle scienze cognitive. Una disciplina relativamente nuova, che entra nelle aule universitarie degli Stati Uniti con Rita Charon, medico internista e studiosa di letteratura. Dopo pochi anni di pratica in ambito ospedaliero, Rita Charon comprende che per poter realmente aiutare i suoi pazienti ad affrontare il proprio percorso di cura sono indispensabili le storie. Storie del malato, storie della malattia, storia anche del percorso di cura. Di qui l’idea della ‘cartella parallela’, che integra la normale ‘cartella clinica’. Il rapporto medico-paziente si riscrive. Si narrativizza».

Cosa ci può dire sul corso che sta per partire?

«È un orgoglio per noi poter annunciare l’avvio della seconda edizione del Master/Corso di Perfezionamento in Medical Humanities. Il progetto nasce dalla collaborazione con il Campus Biomedico di Roma. La direzione scientifica è affidata al nostro rettore (prof. Lucio d’Alessandro) e al prof. Stefano Calabrese, fondatore. Il Master intende offrire strumenti per l’acquisizione di competenze relazionali, narrative e comunicative, per la costruzione del Sé prima ancora che per la costruzione di una vincente relazione di cura. Si tratta di competenze sempre più richieste al professionista del settore medico-sanitario e anche nei contesti socio-educativi e psico-pedagogici. Il calendario degli incontri si articolerà in due lezioni settimanali della durata di 4 ore ciascuna da aprile 2021 a settembre 2021. Le lezioni si svolgeranno interamente in modalità e-learning in diretta, ma saranno registrate e fruibili anche successivamente. Tratteremo di argomenti come la Biblioterapia, la malattia come metafora, la pedagogia clinica, l’apprendimento riflessivo e tanti altri. Il corso è aperto a tutti i laureati ma anche a studenti diplomati (per i quali varrà come Corso di Perfezionamento)».

Il Covid-19, lo stato di pandemia, i numerosi decreti e le numerose misure di sicurezza hanno influito molto sulla psiche dei cittadini. Ci sarà spazio nel corso per l’approfondimento di questi temi?

«Posso dirle che ci sarà un’ampia finestra dedicata alla situazione emergenziale che stiamo vivendo e alle conseguenze che il Covid ha prodotto non soltanto su un piano di salute fisica ma anche di salute mentale. Questa emergenza pandemica che da oltre un anno travolge l’intero pianeta per la opacità e impenetrabilità del fenomeno forse più che per la violenza degli effetti; questa «peste del XXI secolo» che ha lasciato senza parole né numeri anche la scienza più attrezzata e che ha squarciato il velo rivelando «l’orizzonte della fragilità». Questo piccolissimo organismo vivente di nome Covid-19, quest’arma invisibile a occhio nudo ma insieme anche invincibile, è in fondo una figura metonimica dell’«incerto» e dell’«ambiguo» (intesi come acquisizioni ultime del pensiero del Novecento) ed ha imposto all’attenzione dell’«uomo» una riscrittura dell’«umano»».

E che dire dei Quaderni di Medical Humanities?

«Con la comunità di corsisti dello scorso anno (una classe formata per lo più da professionisti socio-sanitari a vario titolo) abbiamo raccolto materiali, anche alla luce della pandemia, di notevole interesse. Questi preziosi lavori sono confluiti in un volume (“Quaderni del Master in Medical Humanities”) che vedrà la luce a breve e sarà argomento della nuova edizione del Master». 

Per info: 

Dott. Michele Paragliola – 3332508829 / Dott.ssa Elisabetta Di Minico – 3737963764 e www.unisob.na.it/medicalhumanities

di Nicola Iannotta

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