Pablo Iglesias

Media e potere: al Modernissimo di Napoli l’incontro con Pablo Iglesias

Ciro Giso 18/09/2022
Updated 2022/09/18 at 4:18 PM
6 Minuti per la lettura

“L’informazione in mano ai pochi può danneggiare la democrazia”: verte attorno a questa frase l’incontro dei ragazzi e le ragazze di Unione Popolare che ieri hanno incontrato Pablo Iglesias. Segretario generale del partito spagnolo di sinistra Podemos, poi Secondo Vicepresidente del governo spagnolo, Iglesias Turrión è uno dei principali esponenti della sinistra parlamentare in Europa. Il secondo a partecipare ad un evento con attivisti e candidati di Unione Popolare, dopo il francese Jean-Luc Mélenchon di La France Insoumise.

Assieme ad Iglesias altri volti noti del giornalismo e della politica: Chiara Prati, giornalista Rai; Manu Levin di Podemos, giornalista e conduttore del podcast La Base; con i candidati di Unione Popolare Giuliano Granato e Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli.

Chiara Prati: “Oggi il giornalismo non è più il cane da guardia della democrazia”

Per parlare di giornalismo è stata essenziale la testimonianza di una professionista del settore dell’informazione. «Per guadagnarsi il contratto, per i giornalisti, bisognava compiacere il direttore e i vari partiti di riferimento del giornale. Questo ha viziato il servizio pubblico» ha spiegato la giornalista del TG2 Chiara Prati. «Almeno dalla Rai, dal servizio pubblico, ci si aspetta dell’imparzialità – ma non c’è mai stata”. Si diceva che «nel giornalismo anglosassone, nostro punto di riferimento, si diceva che la stampa era il cane da guardia della democrazia, il watchdog. Nel servizio pubblico questo cane è diventato un chihuahua da compagnia».

Chiara Prati Pablo Iglesias
Chiara Prati

«Oggi esistono molti modi per manipolare l’informazione: molti ingenui, altri più sottili. Se non si conosce come funziona la creazione di un servizio, un’intervista, molte cose non si comprendono. Anche il modo di porre la domanda influisce sul risultato finale. Ad esempio, quando si chiede la posizione di un partito o qualcuno nei confronti della guerra, si chiede sempre: posto che c’è invaso e invasore… ovviamente, con una domanda del genere si mette in difficoltà l’interlocutore, soprattutto se questo vorrebbe parlare di pace. Oltre a questo c’è la costruzione del servizio, da dieci domande se ne passano cinque, se il servizio era troppo lungo si tagliava via una voce. Chiaramente, la voce tagliata era sempre quella che dissentiva un po’ delle altre. Tutto questo succede quotidianamente».

«Spesso, tra giornalisti, si mette un po’ da parte la dignità. Perché è così che funziona, si dice, perché – citando Quarto Potere di Welles – è la stampa bellezza, e non puoi farci niente. Io invece vi chiedo: come facciamo a sovvertire un sistema collaudatissimo, si può, e possiamo farlo?».

Pablo Iglesias: “La destra ha capito Gramsci meglio della sinistra”

Pablo Iglesias
Pablo Iglesias

«Abbiamo avuto molta esperienza politica, spazi in tv, deputati, siamo andati al governo spagnolo» ha spiegato Iglesias parlando del suo partito, Podemos: «Nonostante il potere politico, il nostro nemico ha capito che se i media sono contro di te, se l’agenda di discussione di un paese è polarizzata, si può distruggere in poco un partito o un politico. Ad esempio in Cile c’è stata una forte discussione sulla nuova costituzione del governo di sinistra di Boric – che non è stata accettata dopo un referendum – e il dibattito pubblico è stato comandato dalla destra, con il proprio hashtag in trending su twitter. Hanno così definito il loro potere in un contesto elettorale».

L’Italia è paradossale. Qui è nato Antonio Gramsci, ma la destra è più gramsciana della sinistra. Loro hanno capito meglio quel pensatore.

«Gramsci era comunista, e la caratteristica principale dei comunisti è segnalare il potere. L’anticomunismo si è alimentato di questa paura: attenzione a questi, che sanno dov’è il potere! Gramsci diceva: il potere non è solo nella struttura economica, ma anche nella cultura, nell’ideologia. La cultura è terreno di conflitto». E per Iglesias qualcuno non l’ha capito. Lasciando campo libero ad altri che hanno raccolto l’arma mediatica.

Manu Levin Pablo Iglesias
Manu Levin

Con Pablo Iglesias ha preso parola anche Manu Levin. Levin è stato per anni responsabile della comunicazione di Iglesias, gestendo le campagne mediatiche di Podemos. «Quando mancano gli spazi mediatici plurali viene a mancare la democrazia stessa, e quindi la capacità di avere una vetrina televisiva di tutte le possibilità politiche in campo” ha spiegato Levin: “Oltre ad essere un problema per la democrazia, è un problema per la sinistra – è come combattere dei carri armati con le fionde. Quindi c’è la necessità di imparare a interiorizzare e capire la capacità del potere mediatico in ambito politico. La prima cosa da fare è considerare il potere mediatico come un attore nel gioco di poteri, bisogna parlarne».

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