Medée Visions – Medea’s Visions

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Il Teatro Bellini di Napoli ha ospitato, questo Gennaio,  lo spettacolo Medée Visions – Medea’s Visions, regia di Alessia Siniscalchi.

La performance site specific parla di Eva e di Medea, di Adamo/Caino/Giasone e del conflitto tra l’essere donna/uomo responsabili di nuova vita e l’essere figli tra l’innocenza dell’infanzia e la maturità conflittuale.

Alessia Siniscalchi è napoletana ma vive e lavora tra l’Italia e la Francia, nel 2007 fonda il collettivo Kulturscio’k, che si muove tra i due paesi; oggi fanno parte del collettivo, attori di cinema e teatro, danzatori, fotografi e musicisti che portano avanti una ricerca che approfondisce il rapporto istintivo e primordiale tra musica , movimento e testo.

Ci ha parlato del suo progetto e di come si è originariamente avvicinata al mondo del teatro e dell’arte.

«Ero piccola avevo voglia di divertirmi con le mie amiche. Cominciai a fare imitazioni delle professoresse e a fare degli spettacoli di cabaret sui terrazzi delle mie amiche. 
Successivamente ho cominciato a frequentare Teatro Nuovo Galleria Toledo e il teatro d’avanguardia. Infine ho deciso di iscrivermi ad un corso di teatro; era al Bardefe diretto da Umberto Serra. Da allora il teatro ha accompagnato tutta la mia vita».

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Alessia ci racconta anche di come, mentre completava i suoi studi decise di tentare un’audizione per un master al All Actors Studio di NYC.

«Passai l’audizione: prima e unica italiana a vincere una borsa di studio lì.
Così sono partita per NYC e ho studiato per tre anni molto intensi. Da quel momento ho iniziato a seguire altri gruppi americani di avanguardia e ho deciso di ispirarmi a loro per creare i miei spettacoli e far nascere quello che poi è diventato il collettivo Kulturscio’k fondato con Ivana Messina. Ora attivo tra Parigi, dove vivo , Napoli e Torino, dove vive Ivana».

Medea, Adamo ed Eva: mitologia e Bibbia. Come e quale collegamento ha trovato fra queste due vicende di cui ci parla lo spettacolo?

«Da anni sentivo che le tragedie greche parlano di noi e delle nostre vite, così come le storie contenute nella Bibbia.
Ho deciso di trovare dei punti in comune tra Medea ed Eva perché volevo parlare di questi personaggi non nella loro individualità, ma nella loro universalità: Medea di parla di tutte le donne perché è una combattente che chiede rispetto; Eva si identifica con la prima donna, ma soprattutto la prima madre che vive il dramma di due figli che si odiano e che inventano la guerra. 
Ho pensato che da questi temi potesse nascere la poesia di una nuova creazione».

Il plurilinguismo (si parlava in italiano, inglese e francese) dello spettacolo da cosa nasce?

«Dal fatto che da veniamo da paesi diversi: Napoli, NYC, Parigi, Beirut. Io ho vissuto molto negli Stati Uniti ed ora in Francia». 

Ha in mente altri spettacoli sullo stesso stampo?

«Stessa stampo lo presenterà lo spettacolo  “Oreste will be back” , il mio prossimo lavoro dal mito di Oreste . Delle prove aperte ci saranno il 13/14 febbraio a Fondazione Mondragone un posto che se non lo conoscete è da vedere assolutamente . Nel Museo faremo una sperimentazione frutto dell’incontro fatto in questi anni con artisti importantissimi per le mie ultime creazioni».

In questa performance installazione con il suo emergere spontaneo negli spazi della Fondazione, i protagonisti desiderano liberarsi, ma i sensi di colpa, incarnati da visioni terrificanti, li bloccano. Comincia da qui la ricerca di Oreste delle sue radici, un viaggio in diverse città che non gli appartengono e la sua disperazione per la mancanza di una terra che non lo ha mai voluto , di una famiglia inesistente e di un mondo cosparso di malessere Come in Medea c’è l’associazione tra Mito e Bibbia che mi interessa. Medea era stata avvicinata ad Eva; Ora sto lavorando su Oreste e le sue associazioni con Salomé. Il tema principale è quello dei bambini senza libertà, che sono i figli Oreste ed Elettra da un lato, Salomé dall’altro. Sulla base di questa idea, il processo creativo prevede la partecipazione di un gran numero di artisti in diversi campi, al fine di creare un dialogo interdisciplinare a più voci.

 

di Flavia Trombetta

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