
Ho avuto il piacere di incontrare Maya Belen, ossia Mayasenzaglutine, prima che accendesse i fornelli della sua cucina mobile grazie alla quale prepara dei pasti appetitosi fatti con passione ed empatia.
«Grazie Domenico. Ho scoperto la celiachia e sono stata triste ad ogni festa perché mentre gli altri spazzolavano ogni pietanza mi dicevano: “che peccato che tu non puoi provare…” e così ho pensato che bisognava rimediare e in fretta. Ho acquistato un furgoncino attrezzato ed omologato per la cucina a bordo dedicato “a noi”, e da allora tutti mi chiamano Mayasenzaglutine (mayasenzaglutine.it)”. La mia è una storia semplice, dettata dall’esigenza che si trasforma in determinazione e quindi in lavoro».
«Su questo c’è un aneddoto abbastanza divertente che voglio rammentare: Lessi di un post lanciato su Facebook da un utente della provincia avellinese, dall’entroterra bellissimo e isolato dell’Irpinia profonda, che inaspettatamente, almeno per me, coinvolse quasi 2000 persone da tutta Italia, che per questo mi incuriosì così recitava; “Chi è Maya? Da dove sbuca? Questa storia del furgoncino va indagata e poi un hamburger mi andrebbe proprio, ma dove sta sto furgoncino? – Chiedo direttamente a lei, online?” Ed allora la mia risposta fu la seguente: “In nessun luogo ma basta invitarmi e ci sono”… “non appartengo a nessun luogo, viaggio per rendere normali i momenti speciali… l’essenza del mio lavoro è tutta qui, prima o poi ci incontreremo”».
Maya non va via su un furgone arrugginito ma gira l’Italia su un camper di lusso attrezzato a cucina e dedicato esclusivamente alla cottura e alla preparazione del cibo senza glutine e senza lattosio per poi tornare periodicamente nel suo sud dove trova, dice, le sue origini, quei prodotti genuini che sono la sostanza della sua proposta e… “la voglia di ripartire”.
Da quello che dice e documenta su Instagram e Facebook viaggia per «dimostrare che si può far festa tutti senza escludere nessuno, che se una cosa è buona è buona per tutti, che se una festa è festa deve essere festa per tutti», parole sue, «per dare l’esempio». L’auspicio come lei stessa si augura è che qualcuno la segua, che qualcuno copi la sua idea vedendo che si può fare un buon business in maniera etica, senza approfittarsi di chi ha bisogno, «combattendo le ingiustizie e l’isolamento dei più deboli che la società ci impone»… parole che ci ricordano qualcuno. Insomma un eroe moderno Maya, come Don Chisciotte.
L’hanno avvistata alla Maratona di Roma, al GP di Formula E, ad un compleanno a Cernusco sul Naviglio, sfrecciare sull’autostrada del sole e ondeggiare sotto le pale eoliche, Parcheggiata davanti ad un negozietto bio di Calitri Irpino. Forza, grande sensibilità. Questa è Maya, anzi “Mayasenzaglutine”.
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