Maurizio Romeo in “Broken Flag”: quando è l’arte che cerca di denunciare

Maurizio Romeo

Guerre, attentati, feriti e morti. Dai disastrosi bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki segue l’interminabile conflitto israelo-palestinese, passando per l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre fino alla più recente Brexit e al forte senso di indipendenza richiesto dalla Catalogna. Come l’acqua di un fiume che scorre senza sosta così la storia ci sta sfuggendo di mano ed è per questo che Maurizio Romeo, in un’esposizione al Palazzo delle Arti di Napoli presentata come “Broken Flag”, ha deciso di creare un fermo immagine partendo dalle bandiere, cuore e anima di una nazione. L’idea è quella di svegliare, con un forte impatto artistico e creando una sintesi storica struggente, l’animo e la sensibilità umana.

«La bandiera rotta sta a significare queste identità che ormai si stanno perdendo in globalizzazione e conflitti. Ho deciso di trasferire fatti che sono di cronaca e fermarli per un attimo perché siamo talmente abituati a sentire queste notizie che non ci facciamo neanche più caso. Noi mangiamo e, a tavola, mentre ai telegiornali scorrono fatti di cronaca, continuiamo chiedere l’acqua o il sale. Se hai un minimo di sensibilità – spiega l’artista – alcuni concetti li porti dentro ma li lasci comunque chiusi lì, in un angolo, ed è per questo che io ho cercato di trasferirli, racchiuderli e cristallizzarli, per quanto possibile, in uno spazio delimitato».

L’esposizione visitabile al PAN fino al prossimo 12 Marzo è frutto di un percorso che vede l’impiego di materiali differenti. Fondamentale è stato l’utilizzo del poliuretano, la cui leggerezza è associata alla pesante rigidità di putrelle metalliche. Le bandiere, protagoniste indiscutibili, sono vere e in poliestere solo successivamente trattate con smalto. La passione artistica, come confessato da Maurizio Romeo, nasce ai tempi del liceo durante le lezioni di storia dell’arte di un professore, artista e ceramista ma la laurea in scienze geologiche lo ha portato alla ricerca di una arte materica esasperata.

 

 

Giochi di parole ti trasportano in un mondo visto attraverso nuovi occhi. Ad esempio, in “Separati in Gaza” (in foto) è rappresentato un campo di battaglia assimilabile ad un biliardino. Le due bandiere, sfondo del conflitto, diventano campo di battaglia per la partita e, come in tutte le partite, i giocatori si ammazzano e chi gode è sempre fuori dall’area di conflitto. “MET€URITE’” (in foto), invece, rivela come l’euro si sia abbattuto sulla Grecia paragonabile ad un pezzo di ferro che rompe la bandiera e lascia una manciata di monetine come elemosina. Il sottotitolo riprende una canzone dei Genesis degli anni ’70, Selling England (Greece) by the pound, che denunciava la svendita dell’Inghilterra esattamente come oggi sta accadendo in Grecia.

I diversi temi affrontati da Maurizio Romeo, pur senza parlare dell’accaduto, sono in grado di generare un vortice di emozioni contrastanti nell’animo umano. Paura, rabbia, accettazione. La storia deve essere base solida di conoscenze per il nostro presente affinché nessun evento sia recidivo e disastroso al tempo stesso.
Bandiere rotte dall’orrore non dovrebbero più esistere!

di Giovanna Cirillo