Saudino Barbasophia filosofia informare

Matteo Saudino: l’autore di BarbaSophia dialoga con Magazine Informare

Redazione Informare 11/02/2022
Updated 2022/02/11 at 5:46 PM
6 Minuti per la lettura

Un insegnante all’avanguardia Matteo Saudino, che ha abbracciato la filosofia e ha fatto della divulgazione di questa materia una vera e propria missione. Eh già, proprio così: una missione. Perché Matteo Saudino non si limita a spiegare ai propri alunni, in classe, i volti e le figure che hanno segnato la storia del pensiero filosofico occidentale, cercando di far assimilare quegli strumenti culturali indispensabili per sviluppare un’attenta capacità di riflessione critica. No, il professore con la barba ha individuato il potenziale di trasmissione della rete e dei moderni strumenti tecnologici per ampliare lo spazio di diffusione della sua voce.

Nasce così BarbaSophia: un canale di divulgazione appunto filosofica, ma non solo; un modo per commentare ciò che ci circonda, per ragionare pazientemente sugli eventi, gli episodi, della nostra storia contemporanea; delle vicende di noi cittadini italiani e di noi come cittadini del mondo. «Fare Filosofia è un atto di ribellione», questo il primo insegnamento che cerca di trasmettere ai suoi discenti. 

Laureatosi in Storia e Filosofia presso l’Università degli studi di Torino, insegna filosofia presso il liceo “Gioberti” della stessa città. 

Direttamente da Torino, BarbaSophia giunge anche da noi in Campania. Noi di Magazine Informare che abbiamo a cuore la trasmissione e la diffusione della cultura, credendo che l’informazione sia la vera chiave di svolta per una reale formazione di comunità cittadine, ma che questa possa essere pericolosa se acquisita senza i necessari strumenti critici del pensiero che sappiano studiarla e valutarla in sé stessa. Informazione e Acculturazione sono processi del progresso umano e civile che dovrebbero sempre andare di pari passo. 

Nella diretta Instagram organizzata in collaborazione con BarbaSophia e consultabile sui nostri canali social, abbiamo deciso di parlare di alcuni argomenti che coinvolgono il mondo della scuola, la cui ragione di approfondimento ci sembrava farsi necessità. 

Professor Saudino ci sa dire a che cosa servono i filosofi? 

«Il mio libro si apre proprio con questa domanda. La filosofia, come ci ricorda Aristotele, è inutile, e per questo è utile, perché ci riporta alla piacevolezza del pensare. Adesso abbiamo bisogno del pensiero coraggioso, sapere audere. I filosofi tracciano linee tra i vari campi del sapere e servono ad offrire strumenti per comprendere la realtà. Riconosciamo sia i divulgatori, quale sono io, sia coloro che affrontano la filosofia nell’ambito accademico, ed è proprio in questi ultimi che risiede la ricerca filosofica che ha il compito di rendere gli uomini più liberi e consapevoli. La consapevolezza passa per il pensare e non per il fare. Come dice anche Giordano Bruno “siamo mano connessa al pensiero”, perché l’uomo senza mano è nudo, ma senza pensiero è cieco». 

Secondo lei qual è il compito della scuola in un mondo che rincorre il profitto e persegue un falso ideale di meritocrazia? Blau e Duncan sono stati due sociologi che hanno espresso pareri sul rapporto che coesiste tra merito ed ereditarietà, ed anche tra povertà educativa e mobilità sociale… 

Saudino Barbasophia«Ti ringrazio per la domanda. In un’intervista al Corriere della Sera ho espresso un desiderio per il 2022: non ho avuto dubbi in merito a cosa volessi denunciare. La meritocrazia può funzionare in un sistema che non sia così profondamente diseguale come quello del mondo moderno, perché non partiamo tutti da zero per arrivare a cento: alcuni partono già da ottanta, altri da cinquanta e difficilmente ci ritroviamo a percorrere davvero la stessa strada. Dovremmo cambiare il sistema di valutazione del nostro concetto di meritevole, che è ancora vittima di una concezione classista. Dobbiamo garantire borse di studio, cambiare i numeri delle classi in modo tale che gli allievi più deboli non vengano isolati nelle loro difficoltà scolastiche, identificandosi con un voto e pensando di non valere niente». 

“Ribellarsi con filosofia” è il titolo del suo ultimo libro; cosa può dirci sul questo nuovo lavoro che ha realizzato e che presto potremo leggere? 

«Ci accompagnano in questa lettura dieci filosofi ribelli. Uno in particolare, però, resta eternamente attuale: Karl Marx e la sua teoria della mercificazione del lavoro. Marx ci rivela che nel mondo che insegue il profitto, i diritti degli uomini sono sacrificabili proprio in nome della produttività e del profitto. Pensiamo alla recente notizia della morte di Lorenzo, studente diciottenne morto per un incidente durante lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro. È qualcosa di inaccettabile, contro cui bisogna ribellarsi! Accompagnano Marx, Spinoza e Ipazia, Etienne De La Boetie e tanti altri».

di Nicola Iannotta e Valeria Marchese

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