Matteo Salvini a Castel Volturno: «Vengo al Sud per recuperare 20 anni di diffidenza»

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«No allo ius soli. Pugno di ferro contro l’abusivismo edilizio e il caporalato»

Questa sera il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini ha tenuto una conferenza stampa con i giornalisti presso l’Hotel Golden Tulip Marina di Castello a Castel Volturno prima di incontrarsi con 76 amministratori comunali con i quali ha tenuto un convegno privato.

Ecco l’intervista rilasciata al magazine Informare:

Cosa significherebbe intervenire in una città come Castel Volturno, “contenitore” di grandi problematiche come, ad esempio, l’immigrazione clandestina, l’abusivismo edilizio e l’inquinamento ambientale?
«Innanzitutto non avere debiti o interessi o essere ricattati da nessuno. Poi scegliere settore per settore. Nessuno può fare il profeta qui ma sull’abusivismo e sullo sfruttamento della manodopera in nero bisogna essere assolutamente intransigenti. Cercheremo di scegliere un obiettivo e portarlo fino in fondo».

Castel Volturno ha vissuto gli ultimi 3 decenni nella totale indifferenza dello Stato. In una settimana si sono susseguiti Matteo Renzi e poi lei, due possibili candidati premier alle prossime elezioni. Non è che questo popolo corra il rischio di assistere ad altre passerelle?
«Se io abitassi qua saprei chi mi ha chiesto il voto negli ultimi 30 anni, a chi ho dato il voto e cosa mi ha portato in dote. Un po’ di memoria storica i cittadini li avranno. Io conto sulla buona memoria degli elettori. Dove governo so cosa porto in dote. Qui posso proporre qualcosa di nuovo. Spero che la gente voti e non rimanga a casa. Personalmente, offro una possibilità in più a chi si è rassegnato».

In questo territorio c’è un esempio di grande integrazione: la Tam Tam Basket, fautrice nelle ultime settimane del cosiddetto ius soli sportivo. Che idea si è fatto in merito?
«Quella dello Ius Soli è una legge che non serve perché già con la legislazione di oggi l’Italia è il Paese che concede più cittadinanze in assoluto e culturalmente la cittadinanza è frutto di un percorso. Va scelta, va voluta e meritata a 18 anni. A quell’età puoi scegliere che cittadino essere. È una battaglia politica. È una legge inutile e culturalmente sbagliata perché a 11 anni non sei consapevole che cittadino vuoi diventare. A 18 sì. Molti infatti non vogliono la cittadinanza italiana».

Non ha paura di perdere dei consensi nel Meridione nei confronti del quale ha commesso in passato degli “errori”?
«No, vengo apposta per recuperare 20 anni di mancata conoscenza e lontananza. Bisogna recuperare quella diffidenza reciproca derivante dal passato. Quando a Cagliari abbiamo dovuto chiudere gli ingressi perché oltre 1.200 persone non potevano entrare è stato commovente. Dobbiamo recuperare anni perduti ed io ci credo. Mi piacerebbe costruire qualcosa che duri negli anni oltre le elezioni di marzo».

di Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai… Per aspera ad astra!