Matteo Falcinelli sarà in Italia la prossima settimana dopo l'arresto a Miami

Matteo Falcinelli: in Italia la prossima settimana dopo l’arresto a Miami

Cristina Siciliano 11/05/2024
Updated 2024/05/11 at 3:13 PM
6 Minuti per la lettura

Un altro capitolo dell’orrore. Le manette, le cinghie e l’urlo: Matteo Falcinelli, il 25enne di Spoleto che nella notte tra il 24 e il 25 febbraio ha subito gravi trattamenti da parte di alcuni agenti della polizia di Miami. Il 25enne dovrà ritornare in Italia la settimana prossima. A comunicare la notizia è stata la madre italo-slovacca Vlasta Studenicova in una nota ai giornalisti.

Le parole della mamma di Matteo Falcinelli

«Ieri mattina è stata concessa dal giudice a Matteo l’estensione dell’attuale permesso di viaggiare con possibilità per lui di rimanere in Italia fino al 30 Giugno 2024 – ha sottolineato Vlasta Studenicova -. Stiamo aspettando l’emissione del documento ufficiale. Speriamo di ricevere prima della nostra partenza anche il file con tutte le registrazioni audio e video riguardanti il caso di Matteo». La mamma di Matteo ha aggiunto: «Pensiamo quindi di riuscire a rientrare in Italia verso la fine della settimana prossima. Ma facciamo un passo indietro».

Cosa è successo a Matteo Falcinelli

Matteo Falcinelli, camicia bianca con due macchie di sangue, e jeans, in piedi davanti all’ingresso del Dean’s Gold, uno stripclub a nord di Miami, ha chiesto agli agenti di riavere i suoi due cellulari. “Vai via”, gli ha detto un poliziotto. “No – ha risposto lui – non vado via, voglio indietro i miei due cellulari, voglio indietro i miei due fottutissimi cellulari”. Il 25enne ha il tono alterato, appare esasperato, fa seguire questa richiesta da una bestemmia, pronunciata in italiano. Il sospetto è che gli avessero messo nelle bevande il Ghb. Si tratta della “droga del sesso”, un eccitante illegale ma che a Miami è possibile trovare ovunque, anche a bordo degli Uber.

Il giovane, che non ricorda come sia finito fuori dallo stripclub, continua a chiedere di riavere i suoi cellulari. I poliziotti continuano a dirgli di andarsene. Falcinelli ha insistito perché in quegli apparecchi ha tutto. Dalle carte di credito, all’accesso al conto bancario suo, della madre e del fratello. E inoltre: la app per i pagamenti all’Università, la Florida International University, dove sta seguendo un master nel settore alberghiero. E da qui l’incubo.

Il caso

Un incubo dell’orrore che non si dimentica. Tutto ha inizio intorno alle 22.30 per una lite nel locale di Biscane Bay e poi “puff”, per 18 ore nessun amico o familiare ha avuto più sue notizie. Matteo Falcianelli, arrestato da quattro agenti della polizia a Miami, è stato ammanettato dietro alla schiena e sottoposto all’Hogtie restraint, con cinghia, gli legano i piedi alle manette e tirano, tirano ancora.

Il ragazzo scalzo, immobilizzato, urla, e sono grida di dolore, strazianti. Ripete “please, please, please”: una supplica di dolore. Gli agenti lo tengono bloccato ancora per un po’ e poi escono, lasciandolo in terra per più di 13 minuti. “Ti avevamo avvertito”, ribadiscono.

Poco prima dell’arresto Matteo era stato sbattuto a faccia in giù dagli agenti, premendogli il volto contro l’asfalto e un ginocchio dell’agente contro il collo. A lui viene di fatto impedito di chiamare un avvocato. Questo perché le agenzie che pagano le cauzioni non si fidano di uno straniero e lui non ha il numero di una persona di riferimento che ricordi a memoria. Avrebbe potuto pagarsi da sé la cauzione, ma la legge lo vieta. E anche quando gli amici sono riusciti a versare i 4mila dollari per liberarlo, a lui non viene comunicato nulla se non a distanza di quasi un giorno.

Nel frattempo gli viene assegnato in cella il posto di sopra di un letto a castello, dove però fa fatica a salire per le ferite alle mani e ai piedi. Non viene visitato da un medico. È stanco e ferito, chiede una coperta e un cuscino che gli vengono negati irridendolo: «Rimani qui, non andare via. Marcirai in prigione, qui non hai diritti», sventolandogli la carta di identità davanti.

Una volta libero

Una volta libero da quella cella dell’orrore, Matteo Falcinelli vomita e collassa. Il 25enne è stato costretto ad andare in una clinica psichiatrica per rischio suicidio ma poi dopo cinque giorni è riuscito a tornare al suo alloggio insieme alla madre e il fratello.

«Quando l’ho rivisto, la prima cosa che mi ha detto, con le lacrime agli occhi, è stata: ‘Mamma, avrei bisogno di un tuo abbraccio’ – ha sottolineato Vlasta Studenivova durante un collegamento degli States ad Agorà su Rai -. Non auguro a nessuno di vivere quello che ha vissuto Matteo e non auguro a nessuna mamma di vedere il proprio figlio sotto una tortura del genere».

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