Matricola 001: il racconto della vergogna

Ciro Giso 10/10/2022
Updated 2024/03/23 at 7:25 PM
2 Minuti per la lettura

È un momento di riflessione sulla fragilità delle vite degli altri, è un viaggio nella mente umana, è lo spettacolo “Matricola 001”.

Ispirato all’omonimo libro-ricerca di Nicola Graziano, Matricola 001 ripercorre i 3 giorni vissuti dal magistrato nel carcere psichiatrico di Aversa. Dopo un periodo di stop dovuto alla pandemia, la performance teatrale è tornata sui palchi campani a partire dal palazzo Marchesale di Trentola Ducenta, mentre il prossimo appuntamento sarà il 13 Dicembre a Caserta.

Con la regia di Antonio Iavazzo e prodotta da Elpidio Iorio, sul palco troviamo Claudia Orsino, Gianni Arciprete, Angelo Rotunno e Luigi De Sanctis.

Matricola 001: il racconto di Nicola Graziano

“Sono entrato nel carcere facendomi arrestare, solo il direttore dell’opg sapeva che io fossi lì” così racconta la sua esperienza Nicola Graziano, il magistrato che il 27 Ottobre 2014 si è avventurato per 72 ore nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, poi chiuso definitivamente nel 2015. Assieme a lui il fotoreporter Nicola Baldieri, che ha impresso nelle immagini le rughe dei volti e la muffa dei luoghi.

Il trattamento che subivano gli internati degli OPG – Ospedali Psichiatrici Giudiziari, era un’offesa alla dignità umana – una vergogna. Li picchiavano, “ci facevano le iniezioni” recitano gli attori, ma quello che dicono è successo davvero. Tra le quattro mura del centro di detenzione – più che redenzione – il dolore si nasconde sotto le coperte o tra le mani, gli occhi chiusi con la speranza di non incontrare più i propri traumi.

La storia di “bambulella”, le violenze contro le donne, la madre che sta per morire. La precarietà dell’animo. “Difficile fare aprire gli internati che, come ogni uomo, sono di mille sfumature” ha spiegato il magistrato Graziano: “Ora gli opg sono chiusi, i loro ospiti sono in altri centri. Cosa cambiare? Dovremmo iniziare a trattarli come persone normali affinché possano iniziare il loro percorso verso la normalità”.

Di Ciro Giso

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