informareonline-Matilde

Matilde Villa, “a star is born” nella lega basket femminile

Francesco Cimmino 06/12/2021
Updated 2021/12/06 at 12:31 PM
4 Minuti per la lettura

C’era una volta… no no, non è così, perché così iniziano le favole; mentre quella di Matilde Villa non è una favola, ma la realtà. Classe 2004, già da due anni in Serie A con Costa Masnaga, la società in cui è cresciuta, è tra le prime 5 marcatrici del campionato, la migliore tra le italiane.

Indice
Già all’esordio nel campionato maggiore ha dimostrato di non temere nessuno, in una escalation che l’ha portata a segnare 36 punti contro Sassari un anno fa – a soli 15 anni – e 38 contro Campobasso poco più di un mese addietro. Prestazioni monstre considerata la differenza fisica e di esperienza con le colleghe.La giocatrice lissonese compie 17 anni il 9 dicembre, insieme alla sorella gemella Eleonora; compagne di squadra e tremendamente competitive tra di loro, sono i nuovi volti del basket italiano. Talento, intelligenza e professionalità, contraddistinguono queste ragazze che da piccole avevano provato danza, ma si capiva che c’era qualcosa che le spingeva a fare altro.Tutto questo ha portato la giovane Matilde Villa alla chiamata in Nazionale maggiore il 14 novembre. L’attesa del suo ingresso in campo nei minuti finali del match, valevole per la qualificazione ad Eurobasket 2023 contro il Lussemburgo, è stata ampiamente ripagata dalla dimostrazione di talento puro delle sue giocate.Il match, vinto, è stata la prima gara della nazionale di pallacanestro a giocarsi in casa – a Faenza – “dopo il covid” e con il pubblico. Dunque un evento straordinario che ha visto come protagoniste un gruppo fatto di giovanissime come Madera, Verona e Trucco o le veterane Zandalasini, Romeo e Tagliamento.Un ricambio generazionale, che dopo il ritiro di pilastri come Chicca Macchi, Raffaella Masciadri e Simona Ballardini, sembra più che dovuto; i giovani della next generation, stanno iniziando a prendersi i giusti spazi, come sta accadendo anche tra i maschi, di cui parlammo in occasione dell’ultimo match giocato dalla Nazionale in casa, a Napoli, prima dell’esplosione pandemica.Una nazionale, quella maschile, che quest’estate ci ha fatto sognare e portati al quinto posto delle Olimpiadi, grazie alle gesta di “piccoli” eroi come Pajola e Mannion.Ma la domanda è, stiamo davvero uscendo da quel tunnel oscuro in cui eravamo rimasti qualche tempo fa come movimento sportivo?Si può dire certamente di sì, ed un esempio è proprio la nostra Tam-Tam Basketball di Massimo Antonelli. Dopo anni di lotte politiche per avere lo ius soli sportivo – che comunque non è stato ancora approvato – è riuscito a strappare una piccola ma grande vittoria per i suoi ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati, che potranno giocare il campionato U17 di Eccellenza e confrontarsi con le migliori squadre d’Italia.E da poco, coach Antonelli ha avviato anche la costruzione di una squadra femminile. Saranno loro il futuro della nostra Nazionale? Noi glielo auguriamo con tutto il cuore.Resta poi solo un altro dilemma da risolvere, quello del professionismo. In Italia, solo la serie A di basket maschile è un campionato professionistico, e dunque gli stipendi possono lievitare.Gli altri campionati, come la serie A femminile, sono ancora a regime dilettantistico: Matilde Villa, ad esempio, paga la retta come Under per giocare. Vi sembra giusto, per chi fa dello sport il proprio lavoro?
Già all’esordio nel campionato maggiore ha dimostrato di non temere nessuno, in una escalation che l’ha portata a segnare 36 punti contro Sassari un anno fa – a soli 15 anni – e 38 contro Campobasso poco più di un mese addietro. Prestazioni monstre considerata la differenza fisica e di esperienza con le colleghe.
La giocatrice lissonese compie 17 anni il 9 dicembre, insieme alla sorella gemella Eleonora; compagne di squadra e tremendamente competitive tra di loro, sono i nuovi volti del basket italiano. Talento, intelligenza e professionalità, contraddistinguono queste ragazze che da piccole avevano provato danza, ma si capiva che c’era qualcosa che le spingeva a fare altro.
Tutto questo ha portato la giovane Matilde Villa alla chiamata in Nazionale maggiore il 14 novembre. L’attesa del suo ingresso in campo nei minuti finali del match, valevole per la qualificazione ad Eurobasket 2023 contro il Lussemburgo, è stata ampiamente ripagata dalla dimostrazione di talento puro delle sue giocate.
Il match, vinto, è stata la prima gara della nazionale di pallacanestro a giocarsi in casa – a Faenza – “dopo il covid” e con il pubblico. Dunque un evento straordinario che ha visto come protagoniste un gruppo fatto di giovanissime come Madera, Verona e Trucco o le veterane Zandalasini, Romeo e Tagliamento.
Un ricambio generazionale, che dopo il ritiro di pilastri come Chicca Macchi, Raffaella Masciadri e Simona Ballardini, sembra più che dovuto; i giovani della next generation, stanno iniziando a prendersi i giusti spazi, come sta accadendo anche tra i maschi, di cui parlammo in occasione dell’ultimo match giocato dalla Nazionale in casa, a Napoli, prima dell’esplosione pandemica.
Una nazionale, quella maschile, che quest’estate ci ha fatto sognare e portati al quinto posto delle Olimpiadi, grazie alle gesta di “piccoli” eroi come Pajola e Mannion.
Ma la domanda è, stiamo davvero uscendo da quel tunnel oscuro in cui eravamo rimasti qualche tempo fa come movimento sportivo?
Si può dire certamente di sì, ed un esempio è proprio la nostra Tam-Tam Basketball di Massimo Antonelli. Dopo anni di lotte politiche per avere lo ius soli sportivo – che comunque non è stato ancora approvato – è riuscito a strappare una piccola ma grande vittoria per i suoi ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati, che potranno giocare il campionato U17 di Eccellenza e confrontarsi con le migliori squadre d’Italia.
E da poco, coach Antonelli ha avviato anche la costruzione di una squadra femminile. Saranno loro il futuro della nostra Nazionale? Noi glielo auguriamo con tutto il cuore.
Resta poi solo un altro dilemma da risolvere, quello del professionismo. In Italia, solo la serie A di basket maschile è un campionato professionistico, e dunque gli stipendi possono lievitare.
Gli altri campionati, come la serie A femminile, sono ancora a regime dilettantistico: Matilde Villa, ad esempio, paga la retta come Under per giocare. Vi sembra giusto, per chi fa dello sport il proprio lavoro?

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *