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“Matassine”: storia tragicomica di tre sorelle alle prese con segreti scottanti

Giovanni Cosenza 20/01/2023
Updated 2023/01/20 at 1:26 PM
5 Minuti per la lettura

È andato in scena dal 15 al 23 dicembre al Teder, la sala teatro della Chiesa di Santa Maria del Rimedio a Napoli, lo spettacolo Matassine, per la regia di Anna Romano che è anche attrice insieme a Veronica Mazza e Simona Bisconti. Lo spazio scenico è stato curato da Erminia Palmieri mentre Fabio Massimo Iaquone, videoartista, ha curato la scenografia digitale facendo immergere lo spettatore in una dimensione poetica.

La trama di Matassine

Matassine è uno spettacolo ironico e drammatico insieme ed è la storia di tre sorelle, Concetta, Filumena e Teresina, ambientata nella provincia napoletana del secolo scorso. Racconta la vita quotidiana di queste ragazze, intente a cucire un abito per un matrimonio.

Concetta, la prima, ha sacrificato tutta la vita per prendersi cura della famiglia, in particolare del padre. Filumena, invece, alla ricerca smodata di divertimento, feste, sesso e uomini, non si è mai curata di nulla: una ragazza considerata di facili costumi. L’ultima, Teresina, ha un ritardo mentale, in qualche modo traumatizzata dalla vita ed educata dalle suore. Ha una devozione autentica, è profondamente religiosa, a differenza di Concetta che vive la sua dimensione spirituale ordinaria e Filumena che, pur di impostazione laica, di tanto in tanto eleva la mente a Dio soprattutto nel momento del bisogno. Il tema centrale dello spettacolo è la famiglia, unita dall’amore per il suo capo, il padre, al quale tutti manifestano rispetto e devozione.

La vita di Concetta, Filumena e Teresina, pur tra battibecchi, rinfacci e litigi, scorre tranquilla, fino a quando ritorna in paese Pasquale, emigrato decenni prima in America. Questi porta scompiglio e le tre sorelle litigano per lui.

Concetta, Filumena e Sisinella, intente a confezionare l’abito di matrimonio

Si scopre che Filumena era stata oggetto, in tempi passati, delle attenzioni di Pasquale con il quale però anche Concetta aveva avuto qualche contatto fugace, l’unico della sua esistenza, che l’aveva portata alla convinzione che questi sarebbe potuto essere l’unico uomo da poter amare nella sua vita.  Lo spettacolo procede spedito fino a quando si scopre che c’è un problema serio: Concetta serba gelosamente un segreto in cuor suo e questo segreto è stato il motivo della sua condizione di nubile… nonostante tutto, per Concetta rimane «nu bravo omm». Lei incarna la volontà di tenere in piedi il nome della famiglia, la sua dignità. Ma Filumena, che non ha mai saputo nulla, scopre questa amara verità insieme al pubblico.

I segreti però non finiscono qui, in un crescendo di suspense: anche Pasquale, che è venuto dall’America, in realtà in quest’epoca passata … Ma c’è di più: l’abito che le tre sorelle stanno confezionando è per una giovane che si deve sposare, rimasta orfana molti anni prima. Pasquale ritorna proprio per il suo matrimonio, lui che le ha fatto da padre a distanza, insieme a Concetta. Un altro segreto inconfessabile esce fuori… ma non lo sveliamo, per ora!

Il finale

Tutti i segreti vengono a galla e, pur ancora intente al lavoro, al termine della storia le tre sorelle si ritrovano a vivere un legame profondamente cambiato, più vero, diverso da quello fatto di monologhi e ovvietà, senza mai ascoltarsi realmente, ognuna chiusa nelle sue convinzioni. La ragazza si sposa, Pasquale rientra in America, Concetta, Filumena e Teresina continuano il loro lavoro, ma diventano realmente sorelle, si parlano, si capiscono, si confrontano, si aiutano, ed hanno il coraggio di ammettere il bisogno che le accomuna: sentirsi semplicemente amate.

«Siamo brave a cucire, siamo brave a rimettere insieme i pezzi, siamo forti, siamo unite, siamo sorelle, ci amiamo, in qualche modo possiamo andare avanti». Le prossime repliche andranno in scena nel mese di novembre, in occasione del mese contro la violenza sulle donne. Al pubblico il compito di scoprire tutti i segreti!

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