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Masterplan per la resurrezione dell’Area Macrico: da Campo di Marte a Campo di Pace

Gianrenzo Orbassano 10/10/2023
Updated 2023/10/10 at 12:26 PM
5 Minuti per la lettura

Partiamo dall’inchiesta di Informare: a luglio 2022 le nostre telecamere entravano nell’Area Ex Macrico, alle spalle del Monumento dei Caduti di Caserta. Vi abbiamo raccontato di uno spazio di circa 33 ettari  (324.533mq) con all’interno una serie di strutture in stato d’abbandono da oltre trent’anni. Quest’area, oltre a portare benefici al settore strategico del turismo, potrebbe essere una valida alternativa ai giardini reali della Reggia, attrarre nuove realtà moderne e quindi di aprire una grande finestra su infinite possibilità sia da un punto di vista culturale che ambientale. L’aspetto ambientale è stato ed è il tema principale: l’area Macrico deve avere l’obiettivo politico della destinazione urbanistica F2 totalmente inedificabile, l’unica opzione che possa garantire la realizzazione di un parco pubblico che Caserta non ha mai avuto.

CUSTODIA DEL CREATO

Nell’inchiesta di Informare sul Macrico, è stato coinvolto anche Don Antonello Giannotti, attuale parroco della Chiesa di Lourdes e Presidente dell’Istituto sostentamento diocesano del clero. Queste le sue parole: «Il ruolo della Chiesa è quello espresso dal Vescovo Lagnese. Lui stesso ha dichiarato che vuol restituire il Macrico alla città di Caserta ed alla sua cittadinanza. Un Macrico campo di pace, di vita e di speranza, garantendo, quindi, un parco urbano dove diverse anime intergenerazionali potessero incontrarsi e dialogare (…) L’area Macrico rappresenta una incredibile occasione di sviluppo sostenibile capace di coniugare insieme la custodia del Creato e opportunità di lavoro».

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Un campo di Pace per la custodia del Creato. Concetti che la Curia di Caserta sta seguendo per l’attivazione di un processo di sviluppo urbano sostenibile. Nelle settimane scorse, è stato presentato infatti uno studio di prefattibilità sull’area Macrico per la realizzazione di un’opera di rigenerazione e di restauro. Il Masteplan del “Campo Laudato si’ Caserta” in continuità con l’enciclica di Papa Francesco sul tema ambientale, si candida a divenire un luogo di dialogo interreligioso, inclusivo, interculturale e intergenerazionale, di innovazione tecnologica orientata allo sviluppo sostenibile, alla giustizia sociale e climatica, alla democrazia urbana.

IL MASTERPLAN PER L’AREA MACRICO

Il Masterplan è stato realizzato dall’architetto Massimo Alvisi, titolare di uno studio internazionale di architettura e urbanistica con Junko Kirimoto, insieme a LabGovCity, laboratorio per la governance dei beni comuni, spin-off non profit di studenti e ricercatori della Luiss Guido Carli per la pianificazione strategica e l’attivazione di tutti i processi di innovazione. Il progetto è fruibile sul sito alvisikirimoto.it. Nell’area sorgeranno 5 Parchi: quello della Biodiversità, dell’Arte, della Cura, della Pace e dell’Economia di Francesco. «Non verranno realizzati altri edifici ed il parco sarà completamente pedonale», tiene a sottolineare l’architetto Massimo Alvisi.

Stiamo parlando di 250.000 Mq di verde, 42.000 Mq di edifici restaurati, 1km di percorsi d’acqua e rain garden, 511 alberi, 13.375 Mq di pannelli fotovoltaici, 10 piazze.  Un sogno per il territorio. Un sogno partito dal Vescovo Pietro Lagnese che ha quindi annunciato il Festival Laudato Si’, tenuto proprio al Macrico. Sono stati otto giorni – dal 27 settembre al 4ottobre – di visite guidate, incontri, festa, dibattiti e momenti di confronto con l’obiettivo di far diventare Caserta il luogo italiano per eccellenza di riflessione sui temi posti dalla “Laudato si’”, ma anche di condivisione familiare e umana, conoscere le istanze e avviare le consultazioni per capire come migliorare quest’area.

UN SOGNO O FORSE QUALCOSA DI PIÙ

Un sogno, dicevamo. Si tratta di un’idea progettuale senza precedenti in Europa e forse nel mondo che aumenterebbe l’appeal della città ma soprattutto vedrebbe realizzato quel parco urbano che manca da quelle parti. Il costo? 180 milioni di euro. Chi finanzierà questo progetto? Il Comune di Caserta con quale ruolo parteciperà a questa opera? Molto, quindi, dipenderà dai sovvenzionamenti, anche se ogni ambito in cui è stato suddiviso il progetto può essere aperto una volta conclusi i lavori. L’ipotesi, dunque è quella di un’apertura a step man mano che, finanziamenti permettendo, gli interventi andranno avanti. “La grande occasione”: avevamo intitolato l’inchiesta sul Macrico pubblicata sul nostro cartaceo del luglio 2022 in questo modo. Questa occasione adesso è il sogno che la città non vuole fare a meno e che deve provare a realizzare.

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