La Massoneria o Libera Muratoria ha origine da una confraternita di scalpellini e di architetti che durante il  Medio Evo, erano in tutta l’Europa occidentale. Essi, attraverso la trasmissione dei segreti dell’arte, si conformavano ad antichi usi e riti che le leggende collocavano nell’antichità. A tali associazioni venne affidato il compito di innalzare le mura delle prime città al fine di iniziare il processo di civilizzazione e sviluppo della società umana.

Spesso alla Massoneria è associata l’idea di segretezza, ma in realtà in molti tra loro, indossano anelli, fermacravatte; le varie Logge hanno riviste, siti internet; dunque sarebbe più corretto affermare che la Massoneria non è segreta bensì è una società con dei segreti. E per segreti si intende che hanno una rigida gerarchia, che per farne parte e per salire ai vertici bisogna mostrarsi una persona fidata e disposta alla conoscenza scevra da preconcetti. Non è neanche una religione, infatti, non solo non promette alcuna salvezza e pur credendo in un’entità superiore, non vi attribuiscono alcun nome ed usano l’espressione Essere Supremo o più di sovente “Grande Architetto dell’Universo”.

Insomma, pare presentare un’apertura mentale notevole soprattutto perché nel corso dei secoli numerose sono state – e sono – le guerre di religione per stabilire di chi sia il Dio migliore, ed allora la tradizione di tolleranza e l’accogliere uomini di ogni razza, estrazione sociale e di disparate fedi, pare encomiabile.

Tra verità storiche e leggende, sono numerose sono le discussioni sull’origine della massoneria.

Uno dei racconti è quello di Hiram soprannominato che venne scelto da re Salomone per controllare i lavori per la costruzione di un maestoso tempio alle porte di Gerusalemme: il Tempio di Salomone. Alla costruzione di tale tempio parteciparono migliaia di operai, e così il maestro Hiram decise di suddividere gli operai in tre classi: apprendisti, compagni e maestri; inoltre stabilì una parola segreta per distinguerli e che serviva per ottenere la giusta paga. Tre uomini, che non erano degni di partecipare alla costruzione, per ottenere la paga dei maestri, nell’intento di farsi svelare la parola segreta, colpirono Hiram con i loro attrezzi: una riga, una squadra, un maglietto. Tuttavia Hiram non svelò il segreto. Non vedendo il capomastro, Salomone ordinò di cercarlo scoprendo il suo cadavere. Il re ordinò funerali solenni e decise di dargli un sepolcro nel tempio. I maestri, durante il funerale, per dimostrare la loro estraneità al delitto e quindi la loro purezza portarono guanti e grembiuli di pelle bianca. La pioggia inondò il Tempio incompiuto e i muratori si sparsero per il mondo in cerca della parola del maestro per poter continuare il suo compito. Quella parola è il segreto massonico.

Grazie ai numerosi romanzi, nonché alla filmografia, che hanno aumentato le leggende, alla massoneria sono associati anche i Templari. Nel 1118, in seguito all’invio dei crociati, sul luogo dove nel X sec. a. C. era stato eretto il Tempio, dei  cavalieri francesi decisero di insediarsi su quell’altura, epicentro delle tre grandi religioni monoteiste e dinnazi al patriarca cristiano di Gerusalemme, Teoclete, pronunciarono voti di castità, povertà, obbedienza per mezzo dei quali diventavano dei religiosi e garantivano la protezione della Città Santa. L’Ordine del Tempio aveva un’organizzazione gerarchica: a capo dell’Ordine si trovava il Gran Maestro, eletto dal capitolo, che risiedeva a Gerusalemme, seguivano il Siniscalco; il Maresciallo capo di guerra, e il Commendatore, tesoriere e amministratore della comunità. Il cavaliere che voleva entrare nell’ordine doveva sottoporsi ad un lungo periodo di preparazione, al termine del quale si svolgeva il rito per l’ammissione. L’ordine dei Templari, pur non essendo una vera società segreta, custodiva molti segreti. Si sa che i Templari, in Palestina come in Europa, furono grandi costruttori, accolsero nei loro grandi cantieri e nei loro possedimenti di Francia muratori che potevano usufruire di numerose franchigie. In questo senso, il Tempio può essere considerato sul piano tecnico, intellettuale e sociale, un precursore della Massoneria “operativa”. La scomparsa dell’ordine, perseguitato da Filippo il Bello e sciolto da Clemente V fece nascere altre voci: un gruppo di sopravvissuti sarebbe riuscito a raggiungere le coste della Scozia, dove i Templari fondarono la Massoneria scozzese.

Un’altra celebre leggenda è quella che fa risalire la massoneria a Cristian Roseukreutz (Cristiano Rosacroce). Di famiglia povera, uscito dal monastero all’età di 16 intraprese un viaggio ricco di avvenimenti verso la Terra Santa. Dopo alcuni anni ritornò al convento e insieme a tre frati fondò una Confraternita capace di riunire sia ricchezze più di quanto ne fornissero le Indie al Re di Spagna e sapienza. L’espansione dei Rosacroce all’inizio del XVIII secolo, mise sicuramente quel movimento in contatto con la massoneria, influenzandone riti e principi. Oggi gli storici concordano nel ritenere che in i Rosacroce non esistevano. Una leggenda, iniziata dal pastore luterano tedesco Johann Valentin Andreae che, mediante loro, proponeva il tema relativista dell’unità fra i nuclei segreti delle religioni (nella versione esoterica) e insieme un programma politico di coalizione fra tutte le forze protestanti e “illuminate” d’Europa contro la Chiesa cattolica, il Papato e gli Asburgo.

Per ciò che attiene alle origini storiche della massoneria, bisogna far riferimento alle corporazioni artigiane medievali che ebbero la massima espansione dal IX al XIII secolo. All’inizio del secondo millennio si delineò la Trama dell’Ordine massonico: riti, usanze e segreti del mestiere. L’iniziazione era sia manuale che spirituale e la costruzione rappresentava un’impresa simbolica: un passo avanti nel piano del Creatore. La fratellanza massonica, univa, superava le differenze linguistiche, faceva nascere una morale comune, apriva il sapere verso l’universalità.

Si ritiene che, allo scopo di far riconoscere la loro indipendenza, le associazioni architettoniche laiche, ottennero dal Papa Nicola nel 1277, il monopolio per la costruzione di tutti gli edifici religiosi della Cristianità; sarebbero queste franchigie, che procurarono ai protetti della Santa Sede, il nome di “Liberi Muratori”. Ad accrescere il prestigio delle corporazioni di costruttori e dell’arte stessa, contribuirono l’osservanza delle norme stabilite negli statuti corporativi: iniziazione di nuove reclute, promozione di grado, la solennità di cerimonie e di riti, l’osservanza del segreto professionale e dei doveri civili, e morali.

Nel periodo che va dalla fine del XVI secolo alla fine del XVII secolo, si assiste alla trasformazione della Massoneria da ‘Operativa’ a ‘Speculativa’. Ciò avvenne per la fine delle corporazioni dei costruttori medievali; il carattere esoterico delle corporazioni che spinse gli appassionati del genere a farne parte; la curiosità verso le corporazioni e i loro segreti.

In Italia, la frammentazione territoriale con annesse differenze sociali, le repressioni governative ed ecclesiastiche, complicarono la diffusione della Massoneria.

Il papa Clemente XII, emanò, il 28 aprile 1738, la lettera In eminenti Apostolatus specula con la quale si proibiva la Massoneria e si condannavano i massoni alla scomunica. La prima conseguenza della condanna pontificia ebbe luogo, a Firenze dove, nel 1731, era stata fondata, per iniziativa di alcuni inglesi, la prima Loggia sul suolo italiano. Tra i personaggi più in vista, la Loggia fiorentina annoverava Antonio Cocchi, medico della colonia inglese e primo massone italiano, il giurista Antonio Niccolini e il poeta Tommaso Crudeli, il quale dopo un processo farsa durato oltre un anno fu condannato al carcere e in seguito in esilio per poi far ritorno a Firenze nel 1745 dove poco dopo a seguito dei maltrattamenti patiti: è considerato il protomartire della Massoneria italiana. Ancora nel 1751 fu emessa la seconda condanna a carico della Massoneria a firma di Benedetto XIV, per due ragioni: il proliferare, soprattutto nell’Italia meridionale, di Logge massoniche e la smentita di voci ricorrenti di una sua simpatia verso la Libera Muratoria. A Napoli, la prima Loggia, denominata Perfetta Unione, si dice fosse apparsa nel 1728, ma il fatto non è storicamente provato a differenza della la fondazione nel 1749, ad opera di Louis Larnage, di una Loggia alla quale aderirono diversi ufficiali e numerosi nobili e che ebbe come Gran Maestro, Raimondo di Sangro principe di San Severo: precursore dell’epoca dei lumi, alchimista, chimico, fisico, protomedico, letterato, mecenate, inventore, artista, volto alla giustizia e spinto da una costante ricerca del sapere.

Il primo destinatario della bolla pontificia fu proprio il re di Napoli, Carlo VII che firmò un editto antimassonico pubblicato il 2 luglio 1752 e contemporaneamente Napoli fu messa a soqquadro dalla massa dei Lazzeri che, istigati dal padre gesuita Pepe, si scagliarono contro la Massoneria accusata tra l’altro di essere la causa del mancato miracolo di San Gennaro nel 1751. Il capro espiatorio di questa rivolta fu il Gran Maestro Raimondo di Sangro che però, in realtà, ebbe solo una solenne ammonizione; tuttavia la Massoneria napoletana cessò, almeno ufficialmente, di esistere.

Peggior sorte toccò invece ai personaggi illustri di Roma: le Logge vennero messe fuori legge, iniziarono processi e condanne, la cui vittima più famosa fu proprio Cagliostro. Per la Chiesa, il suo crimine più grave era quello di aver fondato un’Obbedienza denominata Massoneria Egiziana di Alta Scienza, della quale si proclamava Gran Maestro e di aver tentato, di ottenere il riconoscimento del suo rito da parte di Pio VI. Tentativo oltraggioso che, scatenò la reazione della componente più antimassonica e conservatrice della Curia romana che ordinò l’arresto di Cagliostro e chiese la condanna a morte. Il processo contro Cagliostro servì alla Chiesa cattolica per avvalorare la tesi della pericolosità politica e sociale, sostenuta da Benedetto XIV, della “nefanda setta massonica” che si riteneva coinvolta nei movimenti rivoluzionari che stavano sconvolgendo la Francia. Durante un suo viaggio in Francia, Cagliostro, incontro il veneziano Giacomo Casanova. Personaggio dalla vita ricca di avventure ben note, venne iniziato a Lione nel 1750 e da allora la Libera Muratoria ebbe una parte influente nella sua vita. Sua è una delle descrizioni più significative del segreto massonico: “Coloro che entrano nella Massoneria soltanto per carpirne il segreto possono ritrovarsi delusi: può infatti accadere loro di vivere per cinquant’anni come Maestri Massoni senza riuscirvi. Il mistero della Massoneria è per sua natura inviolabile: il Massone lo conosce solo per intuizione, non per averlo appreso. Lo scopre a forza di frequentare la Loggia, di osservare, di ragionare e di dedurre. Quando lo ha conosciuto, si guarda bene dal far parte della scoperta a chicchessia, sia pure il miglior amico Massone, perché se costui non è stato capace di penetrare il mistero, non sarà nemmeno capace di profittarne se lo apprenderà da altri. Il mistero rimarrà sempre tale. Ciò che avviene nella Loggia deve rimanere segreto, ma chi è così indiscreto e poco scrupoloso da rivelarlo non rivela l’essenziale: come potrebbe, se non lo conosce? Conoscendolo, non lo rivelerebbe”.

Nella storia recente, non mancano le ombre sull’operato della Massoneria. Celebre è la storia della Popaganda due, meglio nota come P2,

Fondata nel 1877 come Propaganda massonica inizialmente era una loggia massonica aderente al GOI (Grande Oriente d’Italia), la più antica e numerosa istituzione massonica in Italia. Nel secondo dopoguerra le varie massonerie si dovettero riorganizzare dopo la clandestinità dell’epoca fascista e la Propaganda massonica risorse come Propaganda 2. La P2 ebbe il suo massimo potere negli anni 60/70/80, dove il “venerabile maestro” era Licio Gelli. Nato nel 1919, iniziò la sua carriera arruolandosi tra i fascisti per poi divenire partigiano e che probabilmente ebbe frequenti contatti con le forze americane. Nel momento in cui arriva nella loggia anche qui scala rapidamente i gradi fino a diventare maestro venerabile.

Nel 1981, dopo una perquisizione, furono resi pubblici dei documenti della Loggia e soprattutto la lista dei  mille appartenenti: imprenditori dai nomi noti, forze dell’ordine, membri dei servizi segreti, diplomatici, politici, magistrati, banchieri, nobili e celebri giornalisti. Fu trovato anche il cosiddetto Piano di rinascita democratica, un piano che prevedeva modifiche riguardanti la politica, economia, media e sindacati.

Licio Gelli dal 1994 si è destreggiato tra processi, assoluzioni improbabili, fughe e detenzione domiciliare finché fino al 2015, anno della sua morte, che definì La P2 un qualcosa di enorme e irripetibile.

di Salvatore Sardella

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