Nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere presentata approvata dalla Commissione nella seduta del 7 febbraio 2018 si legge: “Tra i temi da affrontare prioritariamente sono quindi emersi quelli che auspicano una previsione di legge che chiarisca definitivamente, tipizzandone le caratteristiche fondamentali, che – ai sensi dell’articolo 18, comma 2, della Costituzione – le associazioni sostanzialmente segrete, anche quando perseguano fini leciti, sono vietate in quanto tali, poiché pericolose per la realizzazione dei principi della democrazia. Questa finalità, che finalmente attuerebbe la volontà dei costituenti, ma rimasta ignorata anche dalla legge n. 17 del 1982, potrebbe essere adeguatamente soddisfatta anche attraverso il mero scioglimento dell’associazione mediante un provvedimento amministrativo prefettizio – sottoposto alla possibilità di impugnazione – e, solo in caso di persistenza, sotto qualsiasi forma, attraverso la sanzione penale.” Un tema da sempre molto delicato quello affrontato dai componenti della commissione antimafia che hanno svolto numerose audizioni e missioni sull’argomento per cercare di ricostruire legami e relazioni tra le associazioni e le mafie. Non solo un organismo istituzionale dello Stato si è occupato dei questi intrecci ma lo fa molto bene anche il saggista ed esperto di mafie Andrea Leccese, originario di San Severo, Foggia, 1976, Laureato in Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia e commercio. Vincitore nel 2009 del Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, il quale nel suo volume “Massomafia” edito da Castelvecchi Editore ricostruisce i legami fra mafia e istituzioni, e spiega perché chi crede nella democrazia non può tollerare luoghi inviolabili, esentati dal controllo giudiziario, né chiudere gli occhi di fronte all’esistenza del potere invisibile. E, quindi, perché bisogna impegnarsi a riformare la Legge Anselmi, che già vieta le associazioni segrete. Un libro che ha visto l’introduzione del deputato della Commissione antimafia Davide Mattiello. In un passaggio si legge: “…è del tutto scorretto mettere in contrapposizione due valori come la trasparenza e la privacy: trasparenza e riservatezza non soltanto possono ma debbono convivere. Auspico che questo lavoro rigoroso di Andrea Leccese aiuti a riflettere anche sulla fortuna che abbiamo di vivere in un ordinamento basato sulla libertà della persona.” In un altro passaggio: “un tesoro che muore quando lo si trasformi in un privilegio da difendere arroccandosi ed armandosi. Questo tesoro per splendere ha bisogno di vivere in una società aperta, laica e plurale che rinnovi continuamente la necessità del dialogo e del confronto che sono l’anima della democrazia.” Un testo “Massomafia” che pur trattando di un tema complesso risulta di facile lettura per lo stile “leggero” che da sempre contraddistinguono i lavori dello scrittore pugliese.

di Antonio Di Lauro