Massimo Onofri: Fughe e Rincorse.

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Massimo Onofri, ovvero come “stroncare” Camilleri e rimanere (artisticamente) in vita

Il talentuoso critico-scrittore più temuto d’Italia incontra i lettori a Pozzuoli il 3 maggio al Villaggio Letterario – Libro Fest. Presenterà il suo ultimo saggio dedicato alla letteratura italiana del Novecento.

Massimo Onofri

È professore ordinario di Letteratura Italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con Avvenire, Il Sole-24Ore, L’Indice dei libri del Mese, Nuovi Argomenti.

Tra le sue pubblicazioni La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo (Donzelli, Roma, 2007, Premio “Brancati” per la saggistica), Recensire. Istruzioni per l’uso (Donzelli, Roma, 2008), Il suicidio del socialismo.

Inchiesta su Pellizza da Volpedo (Donzelli, Roma, 2009), Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria novecentesca (Avagliano, Roma, 2010), Altri italiani. Saggi sul Novecento (Gaffi, Roma, 2012), Passaggio in Sardegna (Giunti, Firenze, 2015), Passaggio in Sicilia (Giunti, Firenze, 2016), Benedetti toscani. Pensieri in fumo (La nave di Teseo, Milano, 2017).

A Tommasino non piace il presepe di Lucariello e a Massimo Onofri non piace lo stile di Camilleri, facciamocene una ragione.

Poi naturalmente, insieme al popolare scrittore siciliano, ad Onofri “piacciono e non piacciono” molti altri mostri sacri della letteratura italiana del Novecento.

Ce lo spiega, senza tanti giri di parole, nel suo ultimo saggio Fughe e Rincorse che verrà presentato il 3 Maggio a Pozzuoli, alle ore 18.00, nell’ambito del Villaggio Letterario – Libro Fest.

Con lui ci saranno la scrittrice Sara Bilotti, la giornalista de Il Mattino Santa Di Salvo con il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’Assessore alla Cultura Maria Teresa Moccia di Fraia ed il benvenuto dell’architetto Anna Russolillo.

Ma procediamo per ordine, perché la contrapposizione Onofri – Camilleri parte da lontano, tra motivate stroncature e colpi bassi.

Considerato oggi come uno dei massimi esponenti della critica letteraria, nella sua raccolta di saggi sulla letteratura siciliana esclude Andrea Camilleri.

Definisce l’amatissimo “papà” del Commissario Montalbano un autore che ha realizzato “un’abilissima operazione di mercato“, i cui romanzi non hanno  “nessuna necessità espressiva“ e la cui scrittura è caratterizzata da un dialetto  “esornativo“.

Camilleri non gradisce e replica.

Battezza “Minimo Onofri” un personaggio sgradevole del suo Il nipote del Negus e asserendo poi con fare sardonico e improbabile che l’omonimia fosse del tutto casuale.

In definitiva, Onofri rimprovera allo scrittore siciliano di essere il simbolo di una degradazione “con quella sua tendenza a folclorizzare l’italiano adattandovi il dialetto”, e di rappresentare il punto di massima visibilità italiana di un fenomeno europeo o forse mondiale: la sopravvalutazione del genere del giallo e thriller.

 Il Libro

Fughe e rincorse. Ancora sul Novecento è il titolo del libro, uscito per l’editrice sarda Inschibboleth, che dopo un’attività sostanzialmente dedicata al mondo accademico, tra studi e riviste, si apre ora a una saggistica di taglio militante.

Che secolo è stato, in Italia, il Novecento? Quali vie ha intrapreso e che tipo di contestazioni ha ricevuto?

Entro questa prospettiva, il libro si propone di riverificare la qualità di alcune importanti esperienze.

Le fughe, intanto: quelle dal centro romanzesco, in direzione d’una periferia ideologicamente degradata, di certa scrittura di genere o accademicamente sperimentale, se non irreparabilmente kitsch.

Le rincorse poi: che ritornano alla grande tradizione romanzesca, per riproporla in diversa guisa (Deledda, Alvaro, Moravia, Soldati, Bassani, Cassola, la esplosiva e magnificamente anacronistica Morante).

Non poteva mancare una ricognizione anche storica su quella che forse ha dato i migliori risultati nel secolo appena trascorso, la prosa critica (Garboli, Baldacci).

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Il villaggio letterario e il libro fest

La quinta edizione 2019 della Kermesse Villaggio Letterario che consta di 160 eventi tra cui il Libro Fest è in onore di Raimondo Bucher, lo scopritore del parco archeologico sommerso di Baia.

La partecipazione di Massimo Onofri è per noi motivo di grande orgoglio. Siamo onorati che colui che riteniamo tra i più grande critici letterari ritorni a Pozzuoli dopo 4 anni al nostro Libro-Fest, e sarà l’occasione per riaprire le porte alla letteratura contemporanea ad altissimi livelli sottolinea la fondatrice Anna Russolillo.

Il Libro Fest è stato possibile anche grazie al sostegno de Il Capitano 1890,  Il Castello di Arco Felice, Hotel La Tripergola, Villa Elvira Tenuta San Vito, Servizi e Turismo, Centro Sub Campi Flegrei che hanno sposato il progetto.

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