La mascherina come accessorio moda

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epa08213686 A woman wearing a surgical face mask exits the Michael Kors fashion show during New York Fashion Week, in New York, New York, USA, 12 February 2020. The presentation of the Fall/Winter 2020 collections runs from 06 to 13 February 2020. EPA/Peter Foley

Mascherina si, mascherina no. Un dilemma che affligge l’Italia e parte del mondo da svariati mesi. Consigliata dagli specialisti sanitari e obbligatoria in determinati luoghi, svolge un ruolo decisivo per il contenimento del contagio.

Un gesto di protezione che parte da chi la indossa per non diffondere il virus, se portatore, e da chi vuole proteggersi per evitare di contagiarsi. Una scelta di rispetto reciproco che purtroppo non tutti attuano. La mascherina stringe, fa sudare, provoca irritazioni cutanee ma è sicuramente sopportabile se paragonata alla malattia che ci minaccia. Non è comunque facile da accettare, l’oggetto in questione si è insidiato con forza nella vita quotidiana.

L’adozione della mascherina ha, però, portato con sé diverse conseguenze. Dall’essere oggetto di prevenzione si è trasformato in supporto psicologico. Nasconde il viso, le espressioni e soprattutto fa da scudo in momenti di timidezza ed imbarazzo. Aiuta chi non si sente a proprio agio in compagnia di altri e concede possibilità di comunicazione a coloro che hanno difficoltà ad interagire. Il solo gesto d’indossarla rilascia maggior sicurezza.

Con l’assiduo utilizzo diffusosi anche in Occidente per motivi ben noti, la mascherina si è trasformata in accessorio moda. C’è chi l’abbina all’intero outfit creando un look matchy-matchy e chi invece la usa per spezzare. A connotarla sotto nuova luce sono le infinite varietà ideate. L’accessorio resta pressoché immutato nella forma e nella funzione. Sono pattern, disegni e loghi a renderlo desiderabile. Uno status symbol ben in vista che rende meno sofferente il suo utilizzo perché sfoggio di un bene materiale.

Da Marcelo Burlon a Fendi passando per Chiara Boni fino a Burberry. Quest’ultimo infatti, ha svelato le proprie mascherine nel riconoscibile motivo Vintage check. Louis Vuitton la propone anche in velluto con il contrasto monogram inciso. Chanel punta sul classico nero su cui è sovrapposto in bianco il marchio. Barbonese la regala ai clienti che acquistano in store ed ha la caratteristica stampa ad occhio di pernice. Levi’s invece ha pensato a un set di tre mascherine nelle tonalità simboliche del brand e con l’immancabile Red Label. Altri hanno pensato poi di devolvere in beneficenza, in parte o per intero, il ricavato ottenuto dalle vendite delle mascherine. Tra questi O bag, Design Italy, Seletti e Fondazione LAPS.

Molti si sono posti il problema igienico, quando la si toglie dove bisogna riporla e come evitare che si sporchi? Qualcuno ha ideato una custodia antibatterica, se ne trovano varie su Amazon e online. Più recentemente, invece, si è diffusa una nuova tendenza al riguardo. La catenina da occhiale è stata pensata per la mascherina così da lasciarla penzolare al collo. La corsa alla catenina più glamour è già iniziata ma oltre ad una mascherina logata o brandizzata bisogna tener conto che possederla implica il suo utilizzo, nel modo giusto.

di Chiara Del Prete

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