Si potrebbe dire che Maryam Tancredi sia nata con il microfono il mano. Tutto ha avuto inizio da quei primi fanciulleschi vocalizzi, iniziati per gioco nell’ascoltare la voce della mamma al karaoke. La sua passione, il canto, è diventato poi quel riparo dal mondo esterno, in cui sentirsi libera dai pregiudizi e stare lontano dalle derisioni che i ragazzi le facevano a causa del suo aspetto.

Conosciamo bene le dinamiche del bullismo e i comportamenti violenti, gli attacchi verbali e le discriminazioni rivolti alle vittime. «La musica è stata la mia valvola di sfogo contro il bullismo» afferma Maryam, che è riuscita in ciò in cui gli altri le dicevano non avrebbe potuto per colpa del suo aspetto fisico.

Quali emozioni ti dà il canto?

«Non conosco altri modi per esprimermi se non attraverso il canto, sono una persona di poche parole. Gli inizi non sono mai facili, certo, ma essere la vincitrice di uno dei noti “talent” in onda sulle nostre reti televisive, è di sicuro un buon inizio».  La voce potente e controllata di Maryam, infatti, le ha fatto aggiudicare il primo posto a “The Voice”.

Come hai vissuto l’esperienza con Al Bano a The Voice?

«Al Bano è stato un coach formidabile, anche se non sempre ho seguito le sue direttive, ma solo perché dovevo gestirle a modo mio. Non ho avuto dubbi sulla scelta del coach, mi sono presentata proprio con un brano di Al Bano (“È la mia vita”). Rifarei questa esperienza ad occhi chiusi anche se sapessi di un esito differente».

Quanto è importante per un artista vincere un Talent con il 64% dei voti?

«La vittoria può arrivare anche con il 51%, ma quando vedi che la maggior parte delle persone ti ha sostenuto, beh, lascia riflettere. Pensa che già dal primo televoto, sui primi quattro partecipanti avevo già il 42%».

Come prepari ed affronti le tue performance?

«Ho un insegnante di canto che mi segue da sette anni, senza mi sentirei persa. Sono molto insicura e ho bisogno di continue prove per poter dire: ok, sembra vada bene. A volte capita calo di voce per una raucedine, ed è a questo punto che devo essere in grado di di gestire le situazioni».

Ci sono stati momenti in cui hai detto “lascio perdere”?

«Prima del provino a” The Voice” avevo partecipato ad “Area Sanremo”, ma andò male.  Avevo 18 anni e questo mi scoraggiò tantissimo, volevo smettere, iscrivermi al Conservatorio che tra l’altro inizierò proprio quest’anno. Grazie al mio insegnante partecipai al provino».

Sei giovanissima, riesci a conciliare il lavoro e la vita privata?

«Anche se mi capita già di essere spesso fuori Napoli per gli impegni lavorativi, che gestisco da sola, al momento non ho grandi difficoltà».

Come è cambiata, se lo è, Maryam?

«No, sono la Maryam di sempre, forse con maggiore consapevolezza che mi porta ad avere un migliore approccio sul palco. Posso dire che le mie insicurezze iniziali pian piano stanno evaporando. Quando mi sono rivista nella finale ho pensato: quella non sono io».

Cosa vedi nel tuo futuro?

«Spero di poter continuare a cantare. In programma c’è un album con i ragazzi di “The Voice” voluto fortemente da Al Bano ed un altro con la “Universal”. Vorrei seguire le orme dei miei idoli come Jesse J, Christina Aguilera: cantare per farmi conoscere in Italia e all’estero. Nel frattempo ci sarà Sanremo, sono una dei 69 artisti selezionati e mi presenterò con il brano “Con te ovunque al mondo”».

di Angela Di Micco

Tratto da Informare n° 188 Dicembre 2018