Marvel Cinematic Universe: il fenomeno del decennio

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Mai si era registrato un così violento fenomeno cinematografico. “Violento” è l’aggettivo che meglio si presta all’impatto che il Marvel Cinematic Universe ha avuto sul mondo, ma andiamo con ordine. Analizzerò questo fenomeno proprio come fa Phil Sheldon in “Marvels” nei confronti dei supereroi: come un essere umano che ammira dal basso qualcosa di mastodontico.

Si, mastodontico, perché a questo punto giudicare l’MCU da fruitore è diventato un po’ difficile, io (come tutti coloro che lo seguono) sono una vittima ormai dipendente di questo sistema. Tutto comincia nel 2008 con due film: “Iron Man” e “L’incredibile Hulk“. Due film che oggi, a distanza di 13 anni, sono rappresentativi ma in due modi molto diversi. Il primo rappresenta a tutti gli effetti l’iconico (e leggendario) inizio del brand, il secondo somiglia di più ad un esperimento andato male: il protagonista che ha abbandonato il progetto, effetti speciali un po’ dubbi, una trama debole per non dire brutta e più in generale una pellicola totalmente dimenticabile. Questo ha portato non solo la casa delle idee, ma anche i fan, ad alienare un po’ quel film nei meandri dei brutti ricordi che non vogliono essere resuscitati. L’unico riferimento consistente a quest’opera, oggi, lo ritroviamo nella giovane serie “What if…?“, ma questo è un argomento che riprenderemo più tardi. Ora è bene chiedersi, come ha fatto l’MCU a riscuotere tanto successo? le risposte sono tante ma possiamo riassumerle in due macro argomentazioni: supereroi e fidelizzazione. mi spiego meglio, i supereroi riscuotono successo e fascino, certo anche loro hanno avuto dei momenti bassi ma alla fine si sono sempre ripresi. Questo ha creato la scintilla di curiosità che ha portato le persone al cinema le prime volte, le prime 5 per l’esattezza. In queste occasioni abbiamo visto i primi due Iron Man, Hulk, Thor e Capitan America. La sesta volta, quando è uscito Avengers, eravamo ormai “fidelizzati” e anche chi aveva visto solo uno o due di quei film non poteva esimersi dal guardare quello che racchiudeva tutti gli eroi. Per i più disattenti, per i fruitori più casual, per quelli che credevano fossero semplicemente film con i supereroi, il collegamento (così come era accaduto anni prima con i film Daredevil, Spider-man, Blade, Fantastici 4, Ghost Rider) non esisteva. Dunque, quando il pubblico è riuscito a vedere il disegno totale ha deciso di donare anima, corpo e contanti all’MCU.

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Oggi siamo arrivati a 25 pellicole all’attivo e 9 in fase d’uscita. E, quando un brand acquisisce successo, fa due cose: si espande e diversifica. la Marvel (dunque Disney) non è da meno e ha espanso i suoi contenuti dal grande al piccolo schermo, con serie TV live action e una animata (What if…?).  Questo, secondo il parere di molti, consiste in un vero e proprio ricatto dell’intrattenimento. Salvo manovre poco lecite, la fruizione di queste serie ha un costo, quello dell’abbonamento a Disney+. Un abbonamento che risulta inutile se al fruitore interessano solo le serie Marvel (dilazionate settimanalmente). Questa è un’opinione che rimando a voi, dal momento che non tutti hanno le stesse passioni, le stesse tasche e la stessa pazienza. In linea di massima le serie Marvel sono godibili, a mio parere, la migliore almeno per il momento è “The Falcon and The Winter Solider“. Una serie che glorifica e presenta decentemente un nuovo Capitan America, per giunta nero. Pertanto considero questa una serie con un minimo di coraggio. Lo stesso non si può dire di “Loki“, una serie che prometteva coraggio attraverso un protagonista LGBT ma che alla fine ha esperito questa caratteristica con una singola battuta all’interno di un’intera stagione. Tralasciando il coraggio, non ho trovato la trama brillante, in generale tutta la storia mi è sembrata una specie di trampolino di lancio per tutti gli eventi che verranno. Di “WandaVision” si possono apprezzare di certo l’originalità e una fantastica messa in scena, ma purtroppo è da considerarsi come acqua che non toglie sete. In tutta la serie, infatti, ci saranno più eventi che ci faranno solo annusare ma che non avremo mai l’opportunità di gustare in pieno.

Dunque oggi a che punto siamo? Oggi siamo arrivati a vedere la fine della prima macrofase Marvel, quella delle Gemme dell’Infinito, c’è l’impressione che la casa delle idee stia riprogettando un grande piano ma stavolta coi multiversi. In questo modo, il buon Kevin Feige, avrà il pretesto di colpire forte al cuore della nostra nostalgia, inglobando nel gigantesco blob cinematografico personaggi (o versioni di essi) che non hanno mai fatto parte dell’MCU. Esempio su tutti “Spider-Man No way Home“, in uscita a dicembre, che ha registrato già il record di trailer più visto della storia. Perché? semplice, con la scusa dei multiversi la Marvel ha introdotto i villain presenti negli Spider-Man non appartenenti all’MCU e, molto probabilmente, gli Spider-Man stessi.

In tutta questa storia, certo, dei meriti alla Marvel vanno riconosciuti. Innanzitutto quelli di aver dato lustro e importanza a personaggi semi sconosciuti come i Guardiani della Galassia o il recentissimo Shang-Chi. Inoltre l’MCU ha creato un vero e proprio fenomeno culturale che ha superato di gran lunga Star Wars (per incassi, diffusione e fascia d’età) e qualsiasi altro fenomeno pop che sia mai esistito. Per non parlare dell’ottimo lavoro fatto nei confronti di tutti coloro che si sono avvicinati al mondo del fumetto proprio grazie ai film che ne hanno tratto ispirazione. Non è difficile infatti, percepire un certo fermento nei confronti della nona arte.

C’è da dire, però, che questo universo cinematografico non è tutto rose e fiori, anzi. I film davvero brutti sono molti, i momenti filler in essi si sprecano. Per non parlare di buchi di trama, buonismi e ridicolaggini varie. Se vogliamo parlare di ciambelle uscite senza buco possiamo nominare il sopracitato Hulk, Thor the Dark World, Iron Man 2 e Capitan Marvel, un film in cui riesci ad odiare la protagonista dall’inizio fino alla fine.

Però, in linea di massima, se odiate il cinema e i supereroi non potete comunque esimervi dal vedere almeno i film più importanti, solo per rendervi conto della cultura che vi circonda.

di Giuseppe Spada

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