Martella presenta Editoria 5.0

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Difendere l’informazione per difendere la democrazia: Martella presenta Editoria 5.0

La crisi che negli ultimi anni ha colpito in Italia  il settore dell’editoria è ormai sotto gli occhi di tutti. Basta pensare alla presenza sempre più ridotta delle edicole sui nostri territori: negli ultimi 18 anni sono in 21mila ad aver chiuso i battenti. Dal 2007 ad oggi, inoltre, le vendite giornaliere dei quotidiani sono calate di più del 60%, passando da 5,5 milioni a circa 2.

Questo calo non è da attribuirsi però, come pensano in molti, alla diffusione dell’informazione online, anch’essa in ribasso. Le statistiche riguardo i giornali digitali hanno registrato, infatti, rispetto ad una crescita iniziale, una flessione del 3,4% nel 2018. Il quadro che viene fuori da questi dati è dunque il sintomo di una generale svalutazione della cultura e dell’informazione, che necessita l’intervento delle istituzioni.

Sono proprio questi numeri, infatti, a spingere il sottosegretario Andrea Martella alla proposta di un nuova legge sull’editoria 5.0. Verranno introdotte dunque nuove misure in difesa della pubblica informazione poiché, come afferma Martella, “dalla tutela del pluralismo dipende anche la qualità della democrazia”.

“A rendere meno libera la stampa italiana- continua il sottosegretario- sono anche la bassa remunerazione e la diffusa precarietà nel lavoro giornalistico.” Proprio per questo la riforma punterà, oltre che a promuovere l’informazione e la lettura, a portare più fondi e più assunzioni all’interno del settore.

Ma come?

Il primo passo è quello di rinviare di un anno i tagli predisposti dal precedente governo, dando così il tempo e i mezzi al settore editoriale per rialzarsi, invertendo le tendenze negative degli ultimi anni. Parte dei fondi verrà poi ricavata dalla digital tax, la tassa che va a colpire i colossi del web, il cui 5% sarà destinato al fondo per il pluralismo e l’innovazione. La riforma mira inoltre ad un’accelerazione del recepimento delle ultime norme approvate dall’Unione Europea riguardo al copyright, che garantiscono ai singoli giornalisti una quota delle entrate legate ai diritti d’autore ottenute dal proprio editore.

Per favorire la diffusione dell’informazione, soprattutto fra i giovani, Martella promette agevolazioni per l’acquisto di abbonamenti a giornali e periodici sia per le scuole che per i singoli. Si impegna inoltre a salvaguardare il sistema delle edicole, rinvigorendo il loro ruolo anche attraverso l’offerta di servizi anagrafici. Anche le agenzie di stampa sono toccate dalla riforma, che protrae i contratti in essere, con scadenza a marzo 2020, fino al settembre dello stesso anno. In più sarà revisionato il sistema dei bandi di gara.

Per quanto riguarda le assunzioni l’esecutivo giallorosso mira ad attuare un effettivo turnover generazionale attraverso un ricorso ai prepensionamenti, che garantisca almeno un’assunzione per ogni due uscite. Verrà presto riattivata inoltre la Commissione per l’equo compenso giornalistico.

“L’informazione primaria non può essere considerata alla stregua di qualunque altro bene” sostiene il sottosegretario all’editoria, commentando le direttive della riforma e la svolta che questa andrà a delineare nel suo settore. “È il pluralismo dell’informazione ad assicurare la formazione di un’opinione pubblica libera e criticamente fondata. É questo il principio che intendo assumere a fondamento di ogni scelta.”

di Marianna Donadio

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