Marjia Verde, il mio sogno nel cassetto?

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Quando si è giovani si sogna, si pensa al futuro, al cosa farò da grande. A volte capita che i sogni non solo assumono la dimensione delle nostre possibilità e della nostra volontà, ma diventano anche un progetto di vita e vengono custoditi avidamente nel proprio cassetto.

Marjia Verde è una giovane artista dell’area a Nord di Napoli. Sin da piccola è attratta dal mondo del disegno anche se il suo percorso di studi la porta a conseguire la maturità Scientifica. Ma si sa, quando si è giovani non si ha ancora le idee chiare. Marjia, testarda, decide di cambiare percorso per dedicarsi all’arte e farne il leit-motive della sua vita. Si iscrive alla scuola italiana di COMIX a Napoli per poi accedere ad un Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti.

Cosa sia l’arte è difficile dirlo, ma quale significato le attribuisci?

«È un’emozione soggettiva. È sicuramente la capacità di un essere umano di esprimersi attraverso il suo talento. Per me l’arte è la malattia e la cura dei miei stati d’animo. In genere dipingo ciò che mi attrae, soprattutto il corpo femminile. Mi piace la linea morbida del corpo, e quelle che rappresento non sono mai formose ma restano sempre un pò androgene».

Hai acquisito competenze specifiche presso la Scuola Italiana Comix, quanto occorre la tecnica nel tuo lavoro?

«È molto importante, è proprio la tecnica ad indicarti la strada. Lo studio è fondamentale, non puoi seguire esclusivamente il tuo istinto. La tecnica ti aiuta ad aggiungere particolari alla tua composizione».

Sei stata tra le vincitrici del concorso Subway-letteratura/copertine al tratto,  un  concorso ideato con l’obiettivo di estendere la ricerca di talenti Under35 anche al mondo dell’illustrazione editoriale. Cosa ti ha dato questa esperienza?

«È stata di sicuro un’esperienza positiva. Presentare un tuo lavoro ad un concorso ti fa comunque  sentire gratificata».

Hai collaborato con il gruppo musicale Sabba e Gli Incensurabili. Vuoi raccontarmi?

«Diciamo che il mio cammino è iniziato proprio con l’at work che ho preparato per il loro primo disco. Da qui ho iniziato a rapportarmi con l’illustrazione, ho infatti narrato una storia. Ogni canzone era raccontata dai miei disegni. Lo stile era nettamente diverso da quello attuale. Il mio tratto ora è sottile, minimalista, con poco colore: il mio motto è “non mi piace disegnare con molto colore, ma con molta immaginazione” ».

Quali elementi ti ispirano e quanto iperrealismo c’è in te?

«Beh la natura, il corpo delle donne, il loro volto ma anche il mondo marino anche se ho paura dell’acqua. Mi piace rappresentarli come ad esempio La donna e il calamaro composto per una mostra a tema al CAM di Bologna. Mi piace disegnare con acquerelli, eco-line, inchiostro e soprattutto la matita. Sono stata una ritrattista iperrealista per anni, poi ho trovato il mio stile. Mi sono distaccata perché nell’iperrealismo non vedevo nulla di mio, ma non l’ho completamente abbandonato».

Il tuo sogno lavorativo?

«Mi piacerebbe lavorare per i  Magazine di moda, le illustrazioni fashion».

I lavori di Marjia Verde, nonostante l’influenza iperrealista sono vicini ai linguaggi moderni,  quasi a quello pubblicitario. Guardando i disegni di Marjia ti accorgi della presenza della luce e del tratto incisorio. I contrasti spesso prevalgono sui giochi chiaroscurali, creando un singolare effetto: un bianco e nero tagliente e allucinato.

di Angela Di Micco

 

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