Mariapia: il giovane talento campano con una voce unica

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I venti, a detta di tutti, sono gli anni migliori, gli anni in cui la vita va presa a morsi. Durante questo periodo è decisamente difficile essere produttivi, pertanto, i giovani che riescono a godersi la vita e allo stesso tempo a creare qualcosa sono sicuramente da lodare. È questo il caso di Mariapia, una ragazza di Alife che canta da appena un anno, ciò che però stupisce è il grandioso risultato raggiunto in così breve tempo. La pandemia e un luogo abbastanza isolato in cui vivere di certo non nutrono il fiore dell’arte e, anzi, lo tempestano con venti gelidi fino a bruciarlo. Per fortuna, quella di Mariapia, è un’arte tenace che non si è lasciata abbattere.

Ad oggi sono tre i singoli della cantante: “Via te“, “Un giorno migliore” e “Distratta“, tutti disponibili sia su Spotify che su Youtube.

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Chi è Mariapia?

«Mariapia è una semplice ragazza, che come tutti i suoi coetanei, ha paure e ansie; che ha capito, e accettato che il suo unico modo universale di espressione è la musica: attraverso le parole cerca di capire, ipotizzare, domandarsi le molte cose, storie e situazioni che tutti viviamo. Cerca di aiutare e farsi aiutare attraverso le emozioni e questo la spinge a scrivere. La musica, per quel che mi riguarda, è una specie di cura: ti aiuta a superare, accettare quello che sei, un essere imperfetto».

Da quanto tempo hai intrapreso la carriera musicale?

«Circa un anno fa. È iniziato tutto con “Via te” che è uscita il 6 marzo, però suono e scrivo da ormai 5 anni».

Il tuo territorio in qualche modo ha ispirato la tua musica?

«Il territorio in se no, però sono cresciuta qui e anche questo ha il suo valore. Se non fossi cresciuta e vissuta qui, le cose che mi sono successe e che mi hanno spinto a scrivere, forse, ora non esisterebbero. Forse sarei totalmente diversa e non canterei di sicuro».

È difficile per una ragazza di vent’anni emergere nel mondo della musica? Quali ostacoli stai trovando davanti a te?

«Beh si ci sono, ma lavorando sodo si può ottenere tutto, ci vuole tempo. Di ostacoli ce ne sono parecchi, ma alla fine si trovano ovunque. Ciò che più mi sta ostacolando al momento è la pandemia, a causa sua non ho ancora avuto il modo di esibirmi in live e aprirmi di più».

Ci sono dei modelli musicali in particolare che ti hanno ispirata?

«Ne ho tanti a dir la verità, ma come sempre cito il più importante, quello che mi ha fatta sentire bene e molto compresa in tempi in cui non lo ero, ovvero Kurt Cobain. Sono sempre stata molto ammaliata dal suo personaggio, anche perché mi ritengo un po’ come lui in un certo senso. Quindi il primo è lui, che con la sua musica mi ha spinto a comprare una chitarra e ad imparare a suonarla. Oltre a lui ce ne sono tantissimi altri, come Lana Del Rey e in Italia Gazzelle, Calcutta, Levante, Maria Antonietta e la finisco qui perché questo è un pozzo senza fine».

Che tipo di melodie possiamo ritrovare nei tuoi brani?

«Beh non saprei, perché si è pop, ma mi piacciono molte cose diverse, quindi potrei cambiare tutto anche domani».

di Giuseppe Spada

 

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