Mare fuori – il coraggio di compiere una scelta

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La serie tv Mare fuori, da poco conclusa su rai 2, racconta la realtà drammatica e le faide che si creano tra i giovani detenuti nel carcere Minorile di Nisida, a Napoli, dove la violenza è all’ordine del giorno.

Il cast è composto da attori giovanissimi di alto livello come Valentina Romani, Nicolas Maupas e Matteo Paolillo. Tutti loro, credibili nella loro interpretazione e perfettamente immedesimati nei loro ruoli, rendono la fiction realistica e toccante.

I due protagonisti sono due ragazzi apparentemente opposti ma che, nelle loro diversità, stringono un’amicizia che va al di là di tutto. Carmine appartenente a una famiglia di camorristi, da cui cerca di riscattarsi, e Filippo, detto “o’ chiattill”, proveniente da una ricca famiglia milanese.

Affiancati ai protagonisti vediamo una serie di altri personaggi, altrettanto importanti. Tra essi c’è Naditza, una zingara che scappa dalla sua famiglia e dalle sue origini. Poi c’è Ciro, affiancato dai suoi inseparabili amici, è lui a comandare su tutti i ragazzi del riformatorio ed è proprio opporsi che rappresenta il riscatto.

Gli argomenti trattati vanno dallo stupro, alla droga, alla criminalità organizzata, alle violenze domestiche e addirittura allo stalking. Ma la realisticità della serie è nel fatto che tutti questi temi si intrecciano con le vicende familiari, gli amori, i drammi e le avventure dei giovani detenuti.

La serie mostra come le nostre scelte determinano chi siamo e portano sempre a delle conseguenze. 

Questo concetto è presente innanzitutto nella frase che viene pronunciata ripetutamente dalla direttrice del carcere: “Hai fatto una scelta e devi assumerti le tue conseguenze”. Ciò significa che nella vita il caso gioca il suo ruolo ma, a determinare quello che ci accade, sono le nostre scelte e le situazioni, più, o meno spiacevoli in cui ci troviamo, sono frutto di esse. I ragazzi protagonisti della serie spesso sono criminali, buttati fin da bambini nella malavita dalle famiglie. Ma questo non significa che non ci si può riscattare, il messaggio che la serie vuole lanciare è che è sempre possibile evadere attraverso la scelta di una alternativa.

Il finale è l’emblema di questo insegnamento e mette in evidenza il coraggio di Carmine, uno dei protagonisti. Egli sceglie di affrancarsi dalla sua famiglia di camorristi, non commettendo l’omicidio del comandante dell’Istituto, che gli era stato ordinato proprio dal fratello. Questa decisione rappresenta la liberazione dall’oppressione della famiglia che ha sopportato da tutta la vita.

di Benedetta Calise

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